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Terremoto in Venezuela, sempre più grave il bilancio

Sono almeno 920 le vittime, con circa 3.300 feriti e decine di migliaia di persone ancora disperse, una cifra che secondo le Nazioni Unite potrebbe arrivare a 50mila. Mentre si continua a scavare tra le macerie, nuova scossa di magnitudo 4,9

A quattro giorni dal doppio terremoto che ha devastato il Venezuela, il bilancio delle vittime ha superato quota 920, con circa 3.300 feriti e decine di migliaia di persone ancora disperse, una cifra che secondo le Nazioni Unite potrebbe arrivare a 50mila. Mentre si continua a scavare tra le macerie, una nuova scossa di magnitudo 4,9 è stata registrata nel centro del paese, a circa 44 chilometri a nord della città di Maracay, nello stato di Aragua, dopo un'altra avvertita poco prima lungo la costa settentrionale.

Cresce intanto la rabbia della popolazione per la lentezza dei soccorsi. Nei giorni scorsi alcuni residenti di Caracas hanno contestato apertamente la presidente ad interim Delcy Rodríguez durante una sua visita in uno dei quartieri più colpiti dal sisma. A La Guaira, lo stato che ha subito i danni peggiori, le famiglie delle persone ancora intrappolate sotto le macerie denunciano la scarsità di squadre di soccorso e l'assenza di macchinari adeguati per rimuovere i detriti: in molti casi a scavare sono gli stessi abitanti, a mani nude, affiancati da pochi vigili del fuoco e volontari. Il presidente dell'Assemblea Nazionale, Jorge Rodríguez, ha reso noto che gli edifici danneggiati dal sisma sarebbero 1.400, mentre diversi ospedali tra Caracas e La Guaira si trovano alle prese con la carenza di acqua, antibiotici, soluzioni per flebo e anestetici, proprio nel momento in cui ne avrebbero più bisogno.

Per rafforzare le operazioni sul terreno è arrivato nella capitale venezuelana anche il generale dei Marines statunitensi Kevin Jarrard, incaricato di coordinare gli aiuti messi a disposizione dal dipartimento della Difesa americano, che ha già garantito 150 milioni di dollari di assistenza insieme all'invio di navi militari e aerei. Tra le storie che arrivano dalle zone colpite, c'è anche quella del calciatore diciottenne Yimvert Berroterán, centrocampista della nazionale Under 20 venezuelana, trovato morto dopo giorni di ricerche nel settore di Los Corales, una delle aree più devastate di La Guaira.

Resta alta la preoccupazione anche per la numerosa comunità italiana presente nel paese, che conta circa 150mila persone registrate all'Aire, quasi la metà delle quali vive nelle zone colpite dal terremoto. Il ministro degli Esteri Antonio Tajani ha confermato tre morti italo-venezuelani, tra cui Giuseppe Colaianni, 56 anni, originario di Calascibetta, morto dopo aver aiutato la moglie a metterla in salvo a La Guaira, oltre a quattro feriti e diverse decine di connazionali ancora dispersi. Tajani ha annunciato l'arrivo di un secondo aereo con personale italiano esperto in zone colpite da terremoti, oltre a un sostegno finanziario fino a dieci milioni di euro, mentre più di cento operatori italiani, tra cui i 97 esperti della Protezione civile già partiti nei giorni scorsi, sono al lavoro sul territorio venezuelano per dare supporto alle ricerche.
27-06-2026

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