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Accordo tra Israele e Libano, ma Hezbollah non ci sta
Con l'avallo degli Usa, i 14 punti dell'intesa hanno come "obiettivo comune" quello di "raggiungere una pace e una sicurezza durature". Rubio: "Primo passo". Hezbollah non gradisce e si scontra con l'esercito regolare a Beirut
Libano, Israele e Stati Uniti hanno firmato venerdì a Washington un accordo quadro destinato, almeno sulla carta, a porre fine a decenni di conflitto tra Beirut e Tel Aviv. L'intesa arriva al termine di un quinto round di trattative dirette tra le due delegazioni, proseguito un giorno più del previsto sotto la mediazione dell'amministrazione statunitense. Il segretario di Stato americano Marco Rubio, che ha firmato l'accordo insieme all'ambasciatore israeliano Yechiel Leiter e all'ambasciatrice libanese Nada Hamadeh, lo ha definito soltanto l'inizio di un percorso più lungo, sottolineando che resta ancora molto lavoro da fare.
Il testo, composto da quattordici punti, prevede che l'esercito libanese assuma il controllo delle cosiddette zone pilota, ovvero le aree finora occupate dalle truppe israeliane nel sud del Libano e considerate libere dalla presenza di Hezbollah e delle sue infrastrutture militari. L'obiettivo dichiarato è arrivare al pieno ripristino della sovranità libanese e, in parallelo, al disarmo del movimento sciita filo-iraniano, mentre Israele si impegna a tornare progressivamente entro i propri confini una volta che la minaccia sarà rimossa. Per gestire questo processo è prevista anche la creazione di un gruppo di coordinamento militare trilaterale, facilitato dagli Stati Uniti. Nei fatti, però, il ritiro israeliano concordato resta finora molto limitato: riguarda soltanto due aree occupate al di fuori dei confini della zona cuscinetto istituita ad aprile, mentre il premier israeliano Benjamin Netanyahu ha precisato che le forze armate resteranno comunque nella zona di sicurezza nel sud del Libano fino al completo disarmo di Hezbollah, definendo l'accordo un duro colpo per l'Iran.
Proprio Hezbollah ha bocciato l'intesa quasi subito. Il deputato del movimento Hassan Fadlallah ha parlato di concessioni unilaterali e gratuite da parte delle autorità libanesi, sostenendo che rischiano di indebolire il paese e di aprire pericolose divisioni interne, e ha avvertito che senza il consenso del movimento le autorità di Beirut difficilmente riusciranno a far rispettare l'accordo sul terreno. Hezbollah ha inoltre ribadito la propria contrarietà a qualunque negoziato diretto con Israele.
L'annuncio arriva dopo mesi in cui, nonostante i precedenti cessate il fuoco, scontri quasi quotidiani hanno continuato a insanguinare il confine meridionale libanese, in un conflitto riacceso il 2 marzo, quando Hezbollah aveva colpito Israele in risposta al raid che aveva ucciso la guida suprema iraniana, nel quadro più ampio della guerra tra Stati Uniti, Israele e Iran scoppiata a fine febbraio. Il governo italiano ha accolto con favore la firma dell'accordo, sottolineando l'importanza di consolidare il cessate il fuoco e di costruire una pace duratura che garantisca insieme la sovranità del Libano e la sicurezza di Israele, mentre l'Unione europea ha annunciato 100 milioni di euro di aiuti destinati a rafforzare l'esercito libanese. Nonostante la firma, già nella notte successiva l'esercito israeliano avrebbe colpito le vicinanze della città di Markaba, a poca distanza dal confine, segno che la situazione sul terreno resta tutt'altro che stabilizzata. |
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27-06-2026
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