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Il Papa ai lefebvriani: no allo scisma
Accorato appello di Leone XIV in una lettera datata 29 giugno: "Vi esorto a considerare attentamente il bene spirituale dei fedeli. Tornate su vostri passi"
Papa Leone XIV ha rivolto un nuovo e accorato appello alla Fraternità Sacerdotale San Pio X, chiedendo di rinunciare alla consacrazione di quattro nuovi vescovi senza mandato pontificio, prevista per la mattina del primo luglio a Écône, in Svizzera.
Come aveva annunciato nei giorni scorsi incontrando i giornalisti a Castel Gandolfo, il Pontefice ha inviato l'appello alla Fraternità fondata da monsignor Marcel Lefebvre a Friburgo il 1° novembre 1970. La lettera, indirizzata al Superiore generale della Fraternità, don Davide Pagliarani, porta la data del 29 giugno, festa dei santi Pietro e Paolo, antivigilia delle annunciate consacrazioni episcopali che costituirebbero un nuovo atto scismatico.
Nel testo, scritto in lingua francese, il Papa si rivolge con tono paterno non solo al Superiore ma a tutta la comunità legata alla Fraternità. "Con animo paterno desidero rivolgermi a Lei", scrive Leone XIV, "e, per mezzo Suo, ai vescovi, ai sacerdoti, ai seminaristi e ai fedeli legati alla Fraternità Sacerdotale San Pio X, consapevole della responsabilità che il Signore mi ha affidato come Successore dell'Apostolo Pietro."
Il Pontefice insiste in particolare sulle conseguenze che l'atto avrebbe per i fedeli stessi. "Vi esorto a considerare attentamente il bene spirituale dei fedeli, perché l'atto scismatico che compireste li priverebbe della ricezione lecita e in taluni casi persino valida dei Sacramenti che essi amano e cercano per la propria santificazione." Il riferimento riguarda in particolare la confessione sacramentale e il matrimonio, che in determinate condizioni rischierebbero di diventare non validi.
Nella lettera il Papa ribadisce comunque la disponibilità della Chiesa al confronto: "La Chiesa è disponibile a un percorso di dialogo e di intesa che lo Spirito Santo può rendere possibile e fecondo." Le parole più toccanti arrivano nella parte conclusiva del testo, dove Leone XIV paragona la frattura a una ferita inferta alla Chiesa stessa: "Prego per voi perché lacerare la Tunica inconsuntile di Cristo è un peccato di estrema gravità. Il Signore illumini le vostre coscienze e risvegli i vostri cuori." E ancora: "Per l'autorità ricevuta da Cristo, con animo addolorato, ma ancora pieno di speranza, sento il dovere di chiedervi di desistere dal vostro intento e affido queste intenzioni al Cuore Immacolato di Maria, Madre del Buon Consiglio."
Il caso ha radici lontane. La Fraternità San Pio X nacque dalla rottura tra monsignor Lefebvre e Roma, in aperta opposizione alle aperture del Concilio Vaticano II. Nel 1988 lo stesso fondatore ordinò quattro vescovi senza l'autorizzazione pontificia, scelta che gli costò la scomunica. Benedetto XVI tentò in seguito di riavvicinare il movimento alla Chiesa revocando la scomunica, ma sotto il pontificato di Francesco il dialogo si interruppe nuovamente. Oggi la Fraternità conta circa duecento sacerdoti in più rispetto a quel periodo, insieme a numerosi seminaristi, religiosi e fedeli in tutto il mondo, ed è guidata dal nuovo Superiore generale don Davide Pagliarani.
Se le consacrazioni dovessero avvenire come previsto, la scomunica scatterebbe in automatico, segnando una rottura difficilmente sanabile dopo quasi quarant'anni di tentativi di dialogo. Resta dunque alta l'attesa per le prossime ore, mentre da Roma filtra la consapevolezza che, salvo un cambio di rotta dell'ultimo minuto, la frattura appare ormai compiuta. |
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30-06-2026
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