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Lefebvriani scomunicati per "atto di natura scismastica"
A ventiquattr'ore dalla cerimonia di consacrazione celebrata a Écône, in Svizzera, comunicata la decisione senza appello del Dicastero per la Dottrina della Fede
Il Vaticano ha ufficializzato la scomunica per i vescovi lefebvriani, arrivata a ventiquattr'ore dalla cerimonia di consacrazione celebrata a Écône, in Svizzera, la mattina del primo luglio. A rendere nota la decisione è stato il Dicastero per la Dottrina della Fede, che in un decreto firmato dal cardinale prefetto Víctor Manuel Fernández ha definito quanto avvenuto un atto di natura scismatica, riferendosi alla consacrazione episcopale di quattro presbiteri avvenuta senza mandato pontificio e contro la volontà del Papa.
Secondo il documento, sono incorsi automaticamente nella scomunica riservata alla Sede Apostolica sia i due vescovi che hanno officiato la cerimonia, Alfonso de Galarreta, consacrante principale, e Bernard Fellay, co-consacrante, sia i quattro nuovi vescovi ordinati durante il rito: Pascal Schreiber, Michael Goldade, Michel Poinsinet de Sivry e Marc Hanappier.
Il testo del Dicastero ricorda come, fin dal 1988, la Chiesa avesse già chiarito che un gesto di questo tipo, comportando di fatto un rifiuto pratico dell'autorità del Papa, costituisce un atto scismatico. Il decreto stabilisce inoltre che i sacerdoti della Fraternità Sacerdotale San Pio X amministrano illecitamente i sacramenti, e che in particolare il sacramento della penitenza da loro amministrato e i matrimoni da loro celebrati sono da considerarsi invalidi. Anche i fedeli laici che aderiscono formalmente al movimento, alle condizioni previste dalle norme canoniche, sono considerati scismatici e scomunicati.
Nel testo del provvedimento si sottolinea come, nonostante i ripetuti tentativi di dialogo compiuti nel corso degli anni da parte di più pontefici, inclusa la revoca della scomunica decisa da Benedetto XVI nel 2009 e le aperture concesse da Francesco, gli sforzi per ricondurre la Fraternità alla piena comunione con la Chiesa cattolica si siano rivelati vani. Le recenti consacrazioni, avvenute senza autorizzazione e in aperta violazione del diritto canonico, hanno reso ancora più profonda la frattura.
Si tratta della seconda volta nella storia recente che accade un episodio simile. Il precedente più noto risale infatti al 30 giugno 1988, quando il fondatore del movimento, monsignor Marcel Lefebvre, consacrò senza autorizzazione altri quattro vescovi, tra cui proprio Bernard Fellay e Alfonso de Galarreta, incorrendo insieme a loro nella scomunica decisa da Giovanni Paolo II. |
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02-07-2026
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