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Carburanti, stop taglio accise e i prezzi salgono

Il rincaro alla pompa arriva nonostante il petrolio sia in calo: il Brent è scambiato attorno ai 71 dollari al barile e ha perso circa il 25% dall'inizio di giugno

Da qualche giorno benzina e gasolio costano di più in Italia. È l'effetto dello stop al taglio delle accise, la misura che il governo aveva introdotto in primavera per contenere i rincari legati alla crisi energetica dello Stretto di Hormuz e che era stata prorogata più volte, adattando lo sconto all'andamento del prezzo del petrolio.

Con la fine dello sconto, le accise su benzina e gasolio sono tornate a 0,6729 euro al litro. Secondo l'Osservatorio prezzi del Ministero delle Imprese e del Made in Italy, oggi lunedì 6 luglio il prezzo medio in modalità self service lungo la rete stradale nazionale è di 1,844 euro al litro per la benzina e 1,925 euro al litro per il gasolio. In autostrada si sale a 1,938 euro al litro per la benzina e 2,008 euro al litro per il gasolio.

L'aumento è progressivo dal 4 luglio, giorno in cui è scattato il ritorno alla tassazione piena: quel giorno la benzina era salita a 1,820 euro al litro e il gasolio a 1,899 euro, entrambi in crescita di 17 millesimi rispetto al giorno precedente. Da allora i prezzi hanno continuato a crescere gradualmente.

Il rincaro arriva nonostante il petrolio sia in calo: il Brent è scambiato attorno ai 71 dollari al barile e ha perso circa il 25% dall'inizio di giugno. Senza lo sconto fiscale, che valeva complessivamente 6,1 centesimi al litro considerando anche l'Iva, il beneficio della discesa del greggio non si è tradotto in un risparmio per gli automobilisti.

Il Codacons stima che il mancato rinnovo del taglio delle accise potrebbe costare agli automobilisti italiani circa 1,4 miliardi di euro l'anno solo per i rifornimenti sulla rete stradale e autostradale, un aggravio che arriva peraltro nel pieno della stagione estiva, quando l'uso dell'auto per gli spostamenti aumenta.

Con il ritorno alla tassazione piena, l'Italia torna anche al primo posto in Europa per il peso fiscale sul diesel, considerando accise e Iva insieme, secondo i dati della Commissione europea. Situazione simile per la benzina, anche se in questo caso il primato resta ai Paesi Bassi.

Intanto le associazioni dei gestori degli impianti, Faib e Fegica, hanno annunciato lo stato di mobilitazione della categoria, dichiarandosi pronte anche a una chiusura prolungata degli impianti se il disegno di legge di riforma del settore dei carburanti non dovesse proseguire il suo iter.
06-07-2026


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