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Gazzetta Ufficiale
"Meloni mi piace, ma per noi non c'è stata sull'Iran"

Così Trump ad Ankara per l'atteso vertice della Nato che inizia oggi. "E Berlino, Londra e Parigi ci hanno voltato le spalle. Dovremmo controllare noi la Groenlandia"

Ad Ankara, a margine del vertice Nato, il presidente statunitense Donald Trump è tornato a parlare della premier Giorgia Meloni, rispondendo a un giornalista che gli chiedeva conto del meme pubblicato nei giorni scorsi sui social, in cui invocava un "ordine restrittivo" nei confronti della leader italiana.

Trump ha definito Meloni "una brava persona", ma ha spiegato che il rapporto con lei si è incrinato perché la premier si sarebbe rifiutata di aiutare gli Stati Uniti sulle questioni legate allo Stretto di Hormuz e all'Iran. Il presidente americano ha precisato di non averle mai messo pressione, aggiungendo però che quella scelta ha guastato i rapporti tra i due Paesi e che, a suo giudizio, Meloni "non c'è stata per noi", circostanza che non lo avrebbe reso felice. Ha comunque ribadito di considerarla una persona valida, pur ritenendo che in quella occasione abbia commesso un errore.

Nel corso dello stesso bilaterale con il presidente turco Recep Tayyip Erdogan, Trump ha esteso le critiche anche ad altri alleati europei, sostenendo che Italia e Germania gli avrebbero "voltato le spalle" e dicendosi deluso dall'atteggiamento della Nato.

Il tycoon ha poi toccato un altro tema che da mesi genera tensioni diplomatiche, quello della Groenlandia, ribadendo che il territorio artico, attualmente sotto sovranità danese, dovrebbe essere controllato dagli Stati Uniti in quanto strategicamente importante per Washington.

Da Palazzo Chigi non è arrivata alcuna replica alle parole di Trump. I ministri degli Esteri e della Difesa, Antonio Tajani e Guido Crosetto, hanno cercato di minimizzare la vicenda, mentre le opposizioni sono tornate all'attacco del governo, chiedendo una presa di posizione più netta da parte dell'esecutivo.
07-07-2026


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