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Hormuz, terza notte consecutiva di raid Usa
Attacco iraniano contro due superpetroliere, un morto. Teheran: colpiti depositi di armi e altre strutture militari Usa in Bahrein. Nyt sui pedaggi a Hormuz: "Per Rubio e Vance è impossibile"
Gli Stati Uniti hanno colpito l'Iran per la terza notte consecutiva, in un'operazione durata circa cinque ore condotta dal Comando centrale statunitense, il Centcom. Nel mirino sono finiti obiettivi militari in diverse aree del Paese, tra cui Bushehr, Chabahar, Jask, Konarak, Abu Musa e Bandar Abbas. Secondo quanto comunicato dal Centcom, gli attacchi hanno l'obiettivo di imporre un costo elevato alle forze iraniane e di ridurne ulteriormente la capacità di colpire la navigazione commerciale nello Stretto di Hormuz. Il presidente americano Donald Trump ha confermato la linea dura, dichiarando che gli attacchi continueranno e parlando di un conflitto che si concluderà rapidamente, pur non escludendo che un accordo con Teheran resti ancora possibile.
Sul fronte iraniano, le Guardie rivoluzionarie hanno rivendicato un attacco contro due petroliere legate agli Emirati Arabi Uniti, la Mombasa e la Al Bahiyah, colpite da missili da crociera nella parte meridionale dello Stretto di Hormuz. L'attacco ha causato la morte di un membro dell'equipaggio di nazionalità indiana e il ferimento di altre otto persone, quattro delle quali in gravi condizioni. Le fiamme divampate a bordo delle due navi sono state successivamente domate. Il ministero della Difesa degli Emirati Arabi Uniti ha condannato l'episodio come una grave violazione del diritto internazionale, riservandosi il diritto di rispondere all'escalation.
Teheran ha rivendicato inoltre nuovi attacchi contro obiettivi legati alle forze statunitensi in Bahrein, colpendo con missili e droni alcuni depositi logistici di armamenti, un centro di comunicazioni satellitari e un edificio residenziale utilizzato dai militari americani. Le autorità Usa hanno smentito alcune delle rivendicazioni iraniane relative ad attacchi contro basi in Kuwait, definendole prive di fondamento.
Sul piano economico, secondo quanto riportato dal New York Times, all'interno dell'amministrazione statunitense sarebbero emerse divisioni sul piano annunciato da Trump di imporre pedaggi alle navi che transitano in sicurezza nello Stretto di Hormuz. Il segretario di Stato Marco Rubio e il vicepresidente JD Vance considererebbero il progetto di fatto impraticabile. Trump aveva parlato di una tassa del 20 per cento sul valore delle merci in transito, presentando gli Stati Uniti come i nuovi garanti della sicurezza dello stretto.
La tensione nella regione resta altissima, con il traffico marittimo attraverso Hormuz praticamente azzerato secondo diverse fonti internazionali e i prezzi del petrolio in forte rialzo. L'Iran, attraverso l'autorità che ha istituito per regolare i passaggi nello stretto, ha reso noto che il transito è al momento impossibile a causa delle azioni militari statunitensi, promettendo che le richieste di autorizzazione verranno riesaminate non appena la situazione si sarà stabilizzata. |
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14-07-2026
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