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Gazzetta Ufficiale
Ddl sicurezza atteso in Cdm, verso una nuova stretta

Tra le ipotesi allo studio azioni "anti-maranza": verrebbe data la possibilità anche alla polizia locale, in determinate circostanze, di effettuare il fermo preventivo

Il governo guidato da Giorgia Meloni si prepara a intervenire ancora una volta sul fronte della sicurezza urbana. Il ddl sicurezza è atteso oggi pomeriggio sul tavolo del Consiglio dei ministri, dopo una riunione tecnico-legislativa in programma in mattinata a Palazzo Chigi per definire gli ultimi dettagli del testo.

Tra le ipotesi allo studio ci sarebbe un'ulteriore stretta definita anti-maranza, che riguarda in particolare l'estensione del cosiddetto fermo preventivo. Si tratta della misura che permette alle forze di polizia di trattenere una persona fino a dodici ore in presenza di un pericolo concreto e attuale per l'ordine e la sicurezza pubblica, senza dover attendere l'autorizzazione di un giudice. La novità allo studio consisterebbe nell'estendere questa facoltà, oggi riservata alle forze dell'ordine, anche alla polizia locale, quindi ai vigili urbani, quando ricorrano le stesse condizioni previste dalla norma.

La misura, secondo quanto emerso, sarebbe stata valutata favorevolmente dalla stessa premier Meloni, dagli alleati di maggioranza e dal ministro dell'Interno Matteo Piantedosi. Dietro l'accelerazione ci sarebbero i recenti episodi di cronaca che hanno riportato l'attenzione sulla violenza giovanile nelle città, in particolare l'aggressione avvenuta nei pressi del Colosseo, dove un gruppo di giovani ha accerchiato e assalito due pattuglie della polizia locale di Roma. Dopo l'episodio, il Viminale ha disposto un'operazione straordinaria di controllo nella zona, che ha portato all'identificazione di oltre 350 persone, dieci arresti e nove denunce, oltre all'annuncio di un rafforzamento stabile dei presidi nell'area archeologica. Proprio in questi giorni il ministro Piantedosi ha reso noto che un diciottenne di nazionalità egiziana, coinvolto in quell'aggressione, è stato espulso e rimpatriato dopo una valutazione della sua pericolosità sociale.

L'eventuale nuova norma si andrebbe ad aggiungere a un impianto normativo già esistente. Le prime misure contro le baby gang erano infatti contenute nel decreto sicurezza approvato dal Consiglio dei ministri lo scorso 5 febbraio e diventato legge dopo il via libera della Camera ad aprile. Tra le disposizioni introdotte in quell'occasione c'era già un giro di vite in chiave anti-maranza: chi porta con sé fuori casa, senza un motivo valido, un coltello di almeno otto centimetri rischia la reclusione da sei mesi a tre anni, con un'aggravante se il fatto avviene su treni o autobus. Per le lame sotto i cinque centimetri, invece, non è richiesta alcuna giustificazione, grazie a una deroga voluta dal centrodestra durante l'esame al Senato.

Il testo della nuova norma, al momento della stesura di questo articolo, risulta ancora in fase di definizione, e fonti di governo sottolineano che alcuni dettagli potrebbero essere modificati prima dell'approdo definitivo in Consiglio dei ministri.
14-07-2026

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