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Approvata la legge elettorale alla Camera

Via libera definitivo alla riforma voluta dalla maggioranza, approvata con 217 voti favorevoli, 152 contrari e 2 astenuti. Il testo passa ora all'esame del Senato

L'Aula della Camera ha dato il via libera definitivo, con voto segreto, alla riforma della legge elettorale, approvata con 217 voti favorevoli, 152 contrari e 2 astenuti. Il testo passa ora all'esame del Senato.

Il voto finale è arrivato al termine di due giornate di lavori parlamentari particolarmente turbolente, segnate da tensioni all'interno della stessa maggioranza di centrodestra. Martedì l'Aula aveva bocciato per un solo voto, 188 contrari contro 187 favorevoli, l'emendamento sulle preferenze sostenuto da Fratelli d'Italia, Udc e Noi Moderati, che sulla carta poteva contare anche sull'appoggio di Lega e Forza Italia. Il giorno successivo era stato respinto anche un secondo emendamento sul tema delle preferenze, presentato dai deputati vicini al generale Roberto Vannacci, con 233 voti contrari e 139 favorevoli.

La riforma introduce un sistema elettorale di tipo proporzionale con un premio di maggioranza di 70 deputati e 35 senatori per la lista o la coalizione che raggiunge almeno il 42 per cento dei consensi, con un tetto massimo fissato rispettivamente a 220 seggi alla Camera e 113 al Senato. È inoltre prevista l'indicazione, al momento del deposito del contrassegno, del nome che ogni coalizione intende proporre al presidente della Repubblica come premier.

Il voto finale è stato preceduto da momenti di tensione in Aula, con una protesta delle opposizioni che hanno esibito cartelli contrari al provvedimento. Il presidente della Camera Lorenzo Fontana ha richiamato più volte all'ordine alcuni deputati che non tornavano ai propri posti, in particolare Riccardo Magi di Più Europa.

Nelle dichiarazioni di voto, le opposizioni hanno duramente criticato il testo. La segretaria del Partito Democratico Elly Schlein ha parlato di una maggioranza ormai "un colabrodo", accusando la premier Giorgia Meloni di aver tradito le proprie promesse elettorali. Il presidente del Movimento 5 Stelle Giuseppe Conte ha definito la riforma una legge truffa, priva di reale potere di scelta per i cittadini. Sulla stessa linea il leader di Alleanza Verdi e Sinistra Nicola Fratoianni, secondo cui il provvedimento rimuoverebbe la centralità del Parlamento, e la capogruppo di Italia Viva alla Camera Maria Elena Boschi, che ha rimarcato come la maggioranza sia andata sotto anche in Aula sul voto segreto.

Dal fronte della maggioranza, il deputato di Fratelli d'Italia Giovanni Donzelli ha invece rivendicato il risultato ottenuto sulle preferenze, mentre il ministro per i Rapporti con il Parlamento Luca Ciriani aveva ribadito nei giorni scorsi la volontà del governo di proseguire il proprio percorso, sottolineando che il testo verrà eventualmente integrato al Senato, dove non è previsto il voto segreto su questo tipo di provvedimenti.
16-07-2026


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