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Gazzetta Ufficiale
"La Cina ha rubato i dati di 220 milioni di elettori Usa"

Questa l'accusa diretta a Pechino dal capo della Casa Bianca Trump: “Si tratta del più grande furto della storia. Il nostro sistema di voto è compromesso, abbiamo le prove”

Il presidente degli Stati Uniti Donald Trump ha pronunciato un discorso alla nazione interamente dedicato alla sicurezza elettorale, sostenendo che il sistema di voto americano presenta gravi vulnerabilità e annunciando la prossima desecretazione di documenti d'intelligence che, secondo la Casa Bianca, dimostrerebbero interferenze straniere e falle nei sistemi utilizzati durante le elezioni del 2020. L'intervento arriva a pochi mesi dalle elezioni di metà mandato di novembre.

Nel corso del discorso, durato circa trenta minuti, Trump ha rivolto l'attacco più duro contro Pechino, accusando la Cina di aver realizzato quella che ha definito la più grande violazione di dati elettorali della storia. Secondo il presidente, a partire dal ciclo elettorale del 2020 la Repubblica Popolare Cinese avrebbe acquisito illecitamente i dati personali di circa 220 milioni di elettori statunitensi, comprensivi di nomi, indirizzi, numeri di telefono, preferenze politiche e altri dati sensibili necessari per la registrazione al voto. Trump ha parlato di un vero e proprio incubo per la sicurezza elettorale del Paese, sostenendo che l'intelligence avrebbe individuato anche un'unità specifica creata da Pechino per l'analisi di questi dati.

Il presidente ha collegato l'accusa alla sconfitta subita nelle elezioni del 2020 contro il democratico Joe Biden, affermando che la Cina non voleva la sua vittoria e che avrebbe lavorato per favorire l'avversario, arrivando a ipotizzare persino la fabbricazione di schede elettorali illegali. Trump ha inoltre accusato apparati dell'intelligence statunitense di aver insabbiato queste informazioni in passato, annunciando di aver ordinato alle agenzie competenti nuove indagini sulla vicenda. Le sue affermazioni non sono state accompagnate da nuove prove concrete di manipolazioni sui risultati elettorali.

Oltre alla Cina, Trump ha citato anche un presunto complotto legato al regime venezuelano di Nicolas Maduro per interferire nel voto del 2020, secondo informazioni che sarebbero state raccolte dalla Cia. Il presidente ha poi puntato il dito contro le macchine elettroniche per il conteggio dei voti, ritenute vulnerabili agli attacchi informatici, e contro la presenza di oltre 278.000 persone non cittadine statunitensi ma comunque registrate per votare. Ha criticato inoltre il voto postale, ribadendo la necessità di un documento d'identità con fotografia per poter votare.

Il presidente ha infine invitato il Congresso ad approvare nuove misure per rafforzare la sicurezza del sistema elettorale in vista delle elezioni di midterm, definendo quello attuale un sistema debole e lontano dagli standard necessari. Nel breve passaggio dedicato alla politica estera, Trump ha rivendicato risultati positivi sul fronte economico, parlando di un'inflazione ai minimi da sei anni, e ha accennato brevemente alla situazione in Iran, sostenendo che gli sviluppi in corso porteranno presto risultati concreti.
17-07-2026


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