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Gazzetta Ufficiale
La Bce lascia i tassi fermi al 2,25%

Decisione all'unanimità, anche se, come ha precisato la presidente Lagarde, alcuni governatori si sono chiesti se non fosse il caso di valutare un ulteriore rialzo

La Banca centrale europea ha lasciato invariati i tassi di interesse nella riunione di luglio, confermando le attese dei mercati dopo il rialzo di un quarto di punto deciso a giugno. Il tasso sui depositi resta al 2,25%, quello sui rifinanziamenti principali al 2,40% e quello sui prestiti marginali al 2,65%. La decisione del Consiglio direttivo è arrivata all'unanimità, anche se, come ha precisato la presidente Christine Lagarde in conferenza stampa, alcuni governatori si sono chiesti se non fosse il caso di valutare un ulteriore rialzo.

Nella nota che accompagna la decisione, la Bce avverte che l'incertezza resta elevata e che l'impatto inflazionistico dello shock energetico deve ancora manifestarsi appieno. Per questo motivo il Consiglio direttivo continuerà a seguire con attenzione l'intensità e la durata dello shock, oltre ai suoi effetti indiretti e di secondo impatto sull'economia. La ripresa dei prezzi dell'energia, alimentata dalle tensioni in Medio Oriente e dalle difficoltà nei traffici marittimi attraverso lo Stretto di Hormuz, rischia infatti di trasferirsi gradualmente sui costi di produzione e, di conseguenza, sui prezzi al consumo.

Il costo del petrolio e del gas è tornato a salire nelle ultime settimane, arrivando rispettivamente vicino ai cento dollari al barile e ai 62 euro al megawattora, dopo un periodo in cui i prezzi erano scesi quando sembravano aumentare le probabilità di un accordo tra Stati Uniti e Iran. Lo scenario, però, è cambiato nuovamente con la ripresa delle tensioni nella regione.

Nonostante questo, con la decisione odierna il Consiglio direttivo ritiene di restare in una posizione favorevole per affrontare l'incertezza causata dal conflitto. Le prospettive per i prezzi dell'energia, pur restando altamente variabili, al momento si collocano su livelli prossimi allo scenario di base delle proiezioni degli esperti dell'Eurosistema elaborate a giugno.

Sul fronte della crescita, Lagarde ha spiegato che l'attività economica ha mostrato qualche miglioramento nel secondo trimestre, anche se il conflitto in Medio Oriente resta un fattore di freno, e che anche nel settore dei servizi l'attività ha recuperato dopo il recente indebolimento. La presidente della Bce ha inoltre richiamato l'attenzione sugli eventi climatici estremi e sulla crisi climatica, che potrebbero far salire i prezzi alimentari, sottolineando come questi effetti legati al clima possano pesare sempre di più nelle valutazioni dell'istituto centrale, viste le ricadute sull'inflazione.

Il Consiglio direttivo valuterà con attenzione l'andamento dei mercati energetici, l'evoluzione del quadro congiunturale e le dinamiche di salari e prezzi, con l'obiettivo di preservare un solido ancoraggio delle aspettative di inflazione, limitando gli effetti indiretti e di secondo impatto degli shock. Le prossime decisioni continueranno comunque a essere prese di volta in volta, riunione per riunione, con un approccio guidato dai dati, com'è ormai consuetudine da tempo per l'istituto di Francoforte.
23-07-2026

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