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"Sto pensando a un massiccio attacco all'Iran"

Così Trump, rilanciando la minaccia di un'offensiva senza precedenti, dopo una nuova notte di bombardamenti. Borse europee ko, il petrolio vola oltre i 100 dollari al barile

Il presidente degli Stati Uniti, Donald Trump, ha rilanciato la minaccia di un'offensiva senza precedenti contro l'Iran, in un momento in cui il conflitto tra Washington e Teheran continua a intensificarsi sul campo. "Sto considerando un attacco massiccio. Più grande che mai. Sono vicino a prendere una decisione", ha dichiarato Trump.

Le parole del presidente arrivano dopo una nuova notte di bombardamenti americani sull'Iran. Le forze armate statunitensi hanno annunciato di aver lanciato una nuova serie di attacchi contro obiettivi militari iraniani, con l'obiettivo dichiarato di ridurre la capacità di Teheran di minacciare le navi civili e commerciali che transitano al largo dello Stretto di Hormuz, secondo quanto comunicato dal Comando centrale statunitense (Centcom). Nel corso dei raid gli Stati Uniti hanno colpito anche il terminal passeggeri del valico di frontiera di Shalamcheh, causando la morte di due persone.

Nonostante l'intensificarsi degli attacchi americani, l'Iran ha risposto colpendo direttamente i traffici marittimi nello stretto, uno dei passaggi più strategici al mondo per il trasporto di petrolio. I Guardiani della rivoluzione iraniani hanno annunciato di aver fermato tre petroliere che tentavano di attraversare lo Stretto di Hormuz, senza precisare l'esatto momento dell'episodio, in un comunicato ripreso dall'agenzia ufficiale iraniana Irna. Secondo la ricostruzione fornita dal corpo dei Guardiani della rivoluzione, le tre petroliere avrebbero tentato di imboccare un passaggio minato nella parte meridionale dello stretto, ma dopo l'esplosione e l'incendio di una di esse, le altre due sarebbero rapidamente tornate indietro.

Teheran ha inoltre lanciato un avvertimento diretto a chiunque tenti di forzare il blocco. Lo Stretto di Hormuz, secondo quanto dichiarato dai Guardiani della rivoluzione, resterà completamente chiuso finché gli Stati Uniti proseguiranno quelle che definiscono le loro azioni nella regione, con l'avvertimento che nessuna petroliera potrà entrare o uscire e che qualsiasi nave che tenti il passaggio senza coordinarsi con la Repubblica islamica subirà la stessa sorte.

La tensione nell'area si allarga anche al Mar Rosso, dove i ribelli Houthi hanno colpito due navi saudite, mentre diversi mercantili hanno invertito la rotta per timore di ulteriori attacchi. Il quadro complessivo resta quindi quello di un conflitto in piena escalation, con Washington che minaccia una risposta militare di proporzioni ancora maggiori e Teheran che risponde colpendo uno dei nodi più sensibili del commercio mondiale di petrolio, in un braccio di ferro che rischia di avere ripercussioni dirette sui mercati energetici internazionali.
23-07-2026


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