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Caro carburanti, il governo studia i tagli alle accise

La sforbiciata alle accise al centro dell'incontro tra la premier Meloni e il ministro Giorgetti. Allerta Ue: ora nessun problema di forniture "ma impatto potrebbe arrivare"

Il caro carburanti torna a preoccupare il governo, che sta valutando nuovi tagli alle accise su benzina e gasolio. La presidente del Consiglio Giorgia Meloni ha incontrato il ministro dell'Economia Giancarlo Giorgetti proprio per discutere la situazione economica generale e, in particolare, l'andamento dei prezzi dei carburanti, che continuano a salire.

Secondo i dati del ministero delle Imprese, il prezzo medio del gasolio in modalità self service ha superato la soglia dei due euro al litro, arrivando a 2,161 euro, mentre la benzina ha raggiunto 1,968 euro al litro. Si tratta di aumenti significativi rispetto all'inizio del mese, dovuti soprattutto alla risalita del prezzo del petrolio, con il Brent che si è avvicinato ai 100 dollari al barile a causa della guerra in corso tra Israele e Iran.

Da quando è scoppiato il conflitto in Medio Oriente, il governo aveva già ridotto le accise sui carburanti in più occasioni, prima di 20 centesimi al litro, poi di 10 e infine di 5. Queste misure, però, sono costate diversi miliardi di euro alle casse dello Stato e difficilmente potranno essere ripetute nella stessa forma, considerato l'alto debito pubblico italiano.

Per questo motivo, l'esecutivo sta ora valutando l'utilizzo del meccanismo delle accise mobili, uno strumento che permette di finanziare un taglio temporaneo delle tasse sui carburanti usando il maggior gettito Iva incassato quando il prezzo del petrolio sale. Il vantaggio di questo sistema è che si autofinanzia almeno in parte, ma ha anche un limite: bisogna aspettare di conoscere gli incassi Iva del mese precedente, quindi un intervento concreto potrebbe arrivare solo nei primi giorni di agosto. Le stime indicano che lo sconto ottenibile con questo meccanismo potrebbe aggirarsi tra i 7 e i 10 centesimi al litro, una cifra considerata da molti insufficiente rispetto ai rincari degli ultimi giorni.

Sul fronte internazionale, il Gruppo di coordinamento Ue sul petrolio, che riunisce esperti della Commissione europea, dei paesi membri, dell'industria, dell'Agenzia internazionale per l'energia e della Nato, ha fatto sapere che al momento non ci sono problemi di approvvigionamento in Europa. La domanda di greggio e prodotti petroliferi può ancora essere soddisfatta grazie alle scorte commerciali e alle forniture alternative provenienti dai mercati internazionali. Il gruppo ha però avvertito che, se il conflitto in Medio Oriente dovesse proseguire a lungo, nelle prossime settimane e nei prossimi mesi potrebbe farsi sentire un impatto più consistente sui mercati.

Il governo, quindi, si trova a dover bilanciare l'urgenza di dare una risposta agli italiani, soprattutto nel pieno delle partenze per le vacanze estive, con la necessità di trovare coperture finanziarie sostenibili per eventuali nuovi interventi sulle accise.
25-07-2026


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