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Istat: a giugno export extra Ue in calo

Registrato -4% su mese, +3,6% su anno. Il calo delle vendite all'estero è legato soprattutto all'energia, scesa quasi del 18%, ma anche ai beni strumentali, ai beni di consumo non durevoli e ai beni intermedi

A giugno 2026 il commercio dell'Italia con i paesi extra Ue mostra un quadro contrastante, con l'export in calo e l'import in crescita. Lo rende noto l'Istat nel suo ultimo bollettino.

Rispetto al mese precedente, le esportazioni verso i paesi fuori dall'Unione europea sono diminuite del 4 per cento, mentre le importazioni sono aumentate dell'1,3 per cento. Il calo delle vendite all'estero è legato soprattutto all'energia, scesa quasi del 18 per cento, ma anche ai beni strumentali, ai beni di consumo non durevoli e ai beni intermedi. L'unico settore in crescita è quello dei beni di consumo durevoli, con un aumento del 6 per cento. Dal lato degli acquisti dall'estero, invece, a spingere l'aumento sono soprattutto i beni di consumo non durevoli, cresciuti di oltre il 16 per cento, seguiti dai beni intermedi e dai beni di consumo durevoli.

Guardando al secondo trimestre del 2026 nel suo complesso, l'export cresce dello 0,5 per cento rispetto al trimestre precedente, grazie soprattutto al balzo delle vendite di energia, più che raddoppiate. L'import, però, cresce molto di più, con un incremento del 10,3 per cento, dovuto in gran parte ai maggiori acquisti di energia. Solo i beni di consumo non durevoli fanno segnare un calo nelle importazioni.

Se si confronta giugno 2026 con giugno dello scorso anno, le esportazioni crescono del 3,6 per cento, un ritmo più lento rispetto al +6,8 per cento registrato a maggio. Anche in questo caso la spinta arriva dall'energia e dai beni intermedi, mentre calano le vendite di beni strumentali. Le importazioni, invece, aumentano molto di più su base annua, con un più 18,5 per cento, trainate ancora una volta dall'energia e dai beni intermedi.

Sul fronte della bilancia commerciale, a giugno l'Italia registra comunque un avanzo con i paesi extra Ue di 2 miliardi e 550 milioni di euro, anche se inferiore rispetto ai 5 miliardi e 478 milioni dello stesso mese dello scorso anno. Pesa soprattutto il deficit energetico, salito a quasi 5 miliardi di euro, mentre l'avanzo nel commercio dei prodotti non energetici scende da 9 miliardi e 358 milioni a 7 miliardi e 528 milioni.

Guardando ai singoli paesi, a giugno crescono molto le esportazioni verso la Cina, con un aumento del 19,1 per cento, seguita da Turchia, Svizzera e paesi dell'area MERCOSUR. Più contenuto l'aumento delle vendite verso gli Stati Uniti. Calano invece le esportazioni verso Regno Unito, Giappone e paesi del sud-est asiatico. Sul lato delle importazioni, invece, la crescita riguarda tutti i principali partner commerciali extra europei, con gli aumenti più marcati registrati per gli acquisti dai paesi OPEC, dai paesi MERCOSUR, dai paesi asiatici del sud-est e dalla Svizzera.

L'Istat segnala inoltre che l'andamento di giugno è in parte influenzato da vendite particolari di mezzi di navigazione marittima avvenute a maggio 2026 e a giugno dello scorso anno. Se si esclude questo effetto, il calo mensile dell'export risulterebbe più contenuto, passando da meno 4 per cento a meno 2,4 per cento, mentre la crescita su base annua risulterebbe più forte, passando da più 3,6 per cento a più 5,4 per cento.

Guardando infine al primo semestre del 2026 nel suo insieme, l'export verso i paesi extra Ue cresce del 4,3 per cento rispetto allo stesso periodo dello scorso anno, un ritmo inferiore a quello dell'import, che sale del 5,5 per cento. L'avanzo commerciale complessivo con i paesi extra Ue nei primi sei mesi dell'anno si attesta a 24,1 miliardi di euro, un dato sostanzialmente stabile rispetto ai 24,5 miliardi dello stesso periodo del 2025.
28-07-2026


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