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Ceuta, in 24 ore arrivati 49mila migranti
Crisi migratoria nell'enclave spagnola nel nord del Marocco. I morti salgono a 19, scontri con gli agenti marocchini. Sánchez mobilita l’esercito. L'Italia: pronti a sospendere Schengen
Una gravissima crisi migratoria sta travolgendo Ceuta, l'enclave spagnola nel nord del Marocco, dove secondo le stime del ministero dell'Interno di Madrid sarebbero arrivate circa 49mila persone nelle ultime 24 ore, via mare e via terra. Le cifre restano però controverse: mentre il presidente della città autonoma, Juan Jesús Vivas, ha parlato fino a 20mila movimenti lungo il confine nelle ultime ore, il quotidiano El País ha stimato in 40mila gli ingressi irregolari, e fonti del ministero dell'Interno avevano inizialmente indicato una forbice tra 1.500 e 2.000 persone.
Migliaia di persone hanno attraversato il confine anche a nuoto, superando la diga frangiflutti che segna il limite tra Marocco e l'exclave spagnola. La Guardia Civil ha recuperato finora almeno 19 corpi, un bilancio che porta a oltre 40 il numero dei migranti morti nelle acque di Ceuta dall'inizio del 2026, la cifra più alta dalla tragedia di Tarajal del 2014. Tra le persone giunte a riva ci sono uomini, donne incinte, anziani e persone con disabilità, mentre centinaia di giovani hanno passato la notte in strada, rannicchiati nei parchi della città.
Il governo spagnolo ha deciso di mobilitare l'esercito a supporto della Guardia Civil, già in forte affanno nel prestare soccorso ai feriti. Il premier Pedro Sánchez si è recato di persona a Ceuta insieme al ministro dell'Interno, Fernando Grande-Marlaska, per verificare sul posto la situazione. In Marocco, centinaia di persone provenienti da varie parti del paese hanno formato una colonna umana lunga circa cinque chilometri diretta verso la frontiera, dove si sono registrati anche scontri con gli agenti locali.
Le autorità di Ceuta hanno chiesto al governo centrale di dichiarare lo stato di emergenza nazionale, istituire un comando unico e rafforzare ulteriormente le forze di sicurezza, ma Madrid ha per ora respinto questa richiesta, definendola non prevista dalla normativa vigente. L'Assemblea di Ceuta ha comunque approvato all'unanimità un documento che chiede la chiusura temporanea della frontiera con il Marocco.
Sul piano delle cause, il governo spagnolo attribuisce l'effetto richiamo a una sentenza del Tribunale Supremo di inizio luglio che vieta i respingimenti a caldo dei migranti intercettati in mare, sostenendo che le reti di trafficanti stiano approfittando di quella decisione giudiziaria. Il Marocco, dal canto suo, punta il dito contro organizzazioni criminali che starebbero organizzando gli attraversamenti di massa. La crisi è esplosa a ridosso di alcuni sviluppi diplomatici: da un lato la Spagna ha compiuto passi avanti sul riconoscimento della nazionalità per i saharawi nati durante l'amministrazione spagnola, dall'altro il presidente del governo spagnolo ha effettuato una visita in Algeria, paese con cui il Marocco ha interrotto le relazioni diplomatiche nel 2021 per le divergenze sul Sahara Occidentale.
La vicenda ha aperto anche un fronte diplomatico tra Roma e Madrid. La premier italiana Giorgia Meloni ha annunciato di valutare la sospensione dello spazio Schengen con la Spagna, posizione condivisa dal ministro degli Esteri Antonio Tajani, che si è detto favorevole alla chiusura dello spazio di libera circolazione con Madrid e ha espresso piena fiducia nell'operato del ministro dell'Interno Piantedosi, definendo l'immigrazione irregolare e incontrollata un pericolo per la sicurezza nazionale. Il ministro degli Esteri spagnolo, José Manuel Albares, ha risposto duramente alle parole di Tajani, definendole indegne per un paese amico e partner da cui ci si aspetterebbe solidarietà europea. Il governo spagnolo ha convocato l'ambasciatore italiano per protestare formalmente contro le dichiarazioni giunte da Roma. |
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31-07-2026
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