METEO
BORSA
03/08/2026 04:49
Zalando
CRONACA
UTILITIES
Oroscopo del Giorno
Mappe
Treni: Orari e Pren.
Alitalia: Orari e Pren.
Meridiana: Orari e Pren.
Airone: Orari e Pren.
Calcolo Codice Fiscale
Calcolo ICI
Calcolo Interessi Legali
Calcolo Interessi di Mora
Verifica Partite IVA
Ricerca C.A.P.
Ricerca Raccomandate
Ricerca Uffici Giudiziari
Gazzetta Ufficiale
Agire
Strage di Bologna di 46 anni fa, Mattarella: "Dolore infinito"

Il Capo dello Stato ha ricordato la bomba esplosa alla stazione ferroviaria il 2 agosto 1980, causando 85 morti e oltre 200 feriti. Tradizionale corteo dei famigliari delle vittime

Bologna ha ricordato oggi, a 46 anni di distanza, la strage alla stazione ferroviaria del 2 agosto 1980, con il tradizionale corteo che ogni anno attraversa il centro cittadino in memoria delle 85 vittime e dei oltre 200 feriti causati dall’esplosione di un ordigno alle 10.25 di quel mattino.

Il presidente della Repubblica, Sergio Mattarella, ha scritto in un messaggio che il segno lasciato da quella strage è inciso nella storia repubblicana e nella coscienza degli italiani. Il capo dello Stato ha parlato di un dolore infinito per le tante vittime inermi, tra donne, uomini e bambini, e della commozione per lo strazio patito dai familiari, sottolineando come quella strategia neofascista volesse colpire e distruggere la libertà e la democrazia nel paese.

Il governo, quest’anno, non ha incaricato alcun ministro di rappresentarlo alla cerimonia: presente il sottosegretario all’Interno, Nicola Molteni, che ha parlato a nome dell’esecutivo nel cortile di Palazzo D’Accursio, davanti ai familiari delle vittime. Molteni ha definito l’attentato del 2 agosto 1980 una strage di matrice neofascista che ha squarciato la vita di tantissime persone, di una città e di un’intera nazione, aggiungendo che si tratta di una data che appartiene a tutta l’Italia. Il sottosegretario ha inoltre auspicato che il Parlamento continui a lavorare unito per dare concretezza alle richieste dei familiari delle vittime, trovando le coperture economiche necessarie e portando a termine l’iter legislativo in corso.

Anche il ministro dell’Interno, Matteo Piantedosi, è intervenuto sui social ricordando come l’esplosione di 46 anni fa a Bologna, che spezzò la vita di 85 persone e ne ferì più di 200, abbia lasciato un segno indelebile nella coscienza civile del paese.

Il corteo è partito da Palazzo D’Accursio lungo via Indipendenza per raggiungere la stazione, dove è stato allestito un palco per gli interventi istituzionali. In testa al corteo, insieme al sindaco Matteo Lepore, al sottosegretario Molteni e al presidente della Regione Emilia-Romagna, Michele de Pascale, hanno sfilato anche la sorella e la nipote di Abderrahim Fakir, il quarantaduenne morto nei giorni scorsi al quartiere Pilastro durante un fermo di polizia, un episodio che nei giorni precedenti aveva portato a manifestazioni cittadine e a minacce di morte rivolte al sindaco Lepore. Al passaggio del primo cittadino, la folla presente lungo il percorso lo ha accolto con applausi e cori di incoraggiamento.

Il sindaco Lepore ha ricordato che il 2 agosto 1980 resta il giorno più importante nella storia della città, un giorno di morte ma anche l’inizio di un percorso di speranza, da quando Bologna raccolse le macerie e soccorse le vittime scavando a mani nude. Il primo cittadino ha aggiunto che, contrariamente alle intenzioni di chi mise quella bomba, la democrazia cittadina è oggi più forte, e che la marcia commemorativa rappresenta uno dei pilastri di questa democrazia.
02-08-2026


Copyright 2006 © Cookie Policy e Privacy