Ceuta, la Spagna attacca l'Italia
In un'intervista, il ministro Albares ha sostenuto che l'Italia in altri momenti è stata assolutamente inondata di immigrati irregolari. La replica del Viminale: "In un anno sbarchi crollati del 55%"
Il ministro degli Esteri spagnolo, José Manuel Albares, ha attaccato duramente l'Italia rispondendo alle critiche di Roma sulla gestione della crisi migratoria di Ceuta.
In un'intervista alla televisione pubblica spagnola Tve, Albares ha sostenuto che l'Italia in altri momenti è stata assolutamente inondata di immigrati irregolari, con le crisi ripetitive sull'isola di Lampedusa che il governo italiano non è mai riuscito a risolvere, mentre la Spagna, a suo dire, è sempre stata solidale sia politicamente sia nei fatti. Il ministro ha aggiunto che questo tipo di solidarietà è ciò che Madrid esige dai propri soci europei, sostenendo che Ceuta e Melilla non sono mai state una minaccia per lo spazio Schengen, a differenza di altre situazioni verificatesi altrove in Europa. Albares ha inoltre chiesto che la crisi migratoria di Ceuta venga trattata come una questione che riguarda l'intera Unione europea, sollecitando maggiore unità tra le forze politiche e maggiore solidarietà tra gli Stati membri nella gestione delle frontiere esterne.
Le parole del ministro spagnolo arrivano dopo giorni di tensione tra Roma e Madrid, innescata dalle critiche del governo italiano sulla gestione dell'emergenza migratoria a Ceuta, dove decine di migliaia di persone hanno attraversato il confine con il Marocco nell'arco di poche ore, provocando anche diverse vittime.
A rispondere alle accuse di Albares sono state fonti del Viminale, che hanno fornito alcuni dati sull'andamento dei flussi migratori in Italia. Secondo il ministero dell'Interno italiano, da gennaio di quest'anno si è registrato un crollo degli sbarchi di migranti irregolari, ottenuto grazie alle politiche del governo Meloni. Le stesse fonti hanno precisato che si tratta di un calo del 55% rispetto allo stesso periodo dello scorso anno, e di circa l'82% rispetto al 2023, primo anno di insediamento dell'attuale esecutivo, che dovette affrontare una situazione ereditata dai governi precedenti e giudicata allora completamente fuori controllo.
Il botta e risposta tra i due paesi si inserisce in un contesto di scontro diplomatico più ampio, alimentato nei giorni scorsi anche dalle dichiarazioni del vicepremier italiano Antonio Tajani, che si era detto favorevole a valutare la sospensione dello spazio Schengen con la Spagna, e da quelle della premier Giorgia Meloni sulla stessa linea. Madrid aveva già convocato l'ambasciatore italiano per protestare contro quelle posizioni, giudicate indegne per un paese che si definisce amico e partner europeo. |