Frontiere, 500 agenti per potenziare i controlli
In Cdm bozza di un decreto legge che ha l'obiettivo di migliorare la gestione dei flussi migratori. La misura arriva in un contesto di forte tensione internazionale legato agli sviluppi della crisi di Ceuta
Il governo italiano ha messo a punto una bozza di decreto legge che prevede l'assunzione straordinaria di cinquecento nuovi agenti e assistenti della Polizia di Stato, con l'obiettivo di potenziare i controlli alle frontiere e la gestione dei flussi migratori. Il provvedimento è arrivato sul tavolo del Consiglio dei ministri nel pomeriggio, subito dopo la grave crisi migratoria che ha travolto Ceuta, l'enclave spagnola in Nord Africa.
Nel testo della bozza si legge che, per potenziare i servizi di controllo delle frontiere e dei flussi migratori, comprese le verifiche preliminari di identità e di sicurezza e le operazioni di rilevamento fotodattiloscopico svolte dagli uffici di polizia di frontiera e dalle questure, viene autorizzata, entro i limiti della dotazione organica e in aggiunta alle facoltà assunzionali già previste dalla legge vigente, l'assunzione straordinaria delle cinquecento unità, che entreranno in servizio non prima del primo dicembre 2026.
La misura arriva in un contesto di forte tensione internazionale legato agli sviluppi della crisi di Ceuta, dove nelle scorse ore migliaia di persone hanno attraversato il confine tra Marocco e l'enclave spagnola, provocando morti e feriti e costringendo Madrid a mobilitare l'esercito. Proprio in queste ore si registra un nuovo dramma nel Mediterraneo, con diciassette persone morte alla deriva mentre tentavano di raggiungere le isole Baleari.
La crisi ha spinto ventidue paesi europei, con Italia e Danimarca capofila, a chiedere una sessione straordinaria dei ministri dell'Interno dell'Unione europea, riunitasi oggi per discutere una risposta comune. Al centro del confronto la protezione delle frontiere esterne, il contrasto ai flussi migratori irregolari e il possibile rafforzamento del ruolo di Frontex, l'agenzia europea di guardia costiera e di frontiera, nelle situazioni di emergenza. Tra le opzioni valutate dai ministri figura anche la possibile reintroduzione di controlli alle frontiere interne in diversi paesi dell'Unione.
Da parte italiana, secondo fonti di governo, è stata ribadita durante il confronto preliminare in sede di Coreper la necessità di un approccio europeo condiviso al contrasto dell'immigrazione irregolare, con la protezione delle frontiere esterne e il rafforzamento della dimensione esterna della politica migratoria indicati come pilastri dell'azione dell'Unione, anche perché dall'integrità dei confini esterni dipende il funzionamento dello spazio Schengen. Roma ha inoltre chiesto di intervenire sui cosiddetti fattori di attrazione dei flussi migratori e di aumentare la capacità di deterrenza a livello europeo. |