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"All'Ue chiederemo il massimo per l'energia e lo 0,9% per la difesa"

Lo ha annunciato il ministro dell'Economia Giancarlo Giorgetti, arrivando in mattinata alla Camera per le comunicazioni sulla clausola di salvaguardia nazionale

Il ministro dell’Economia Giancarlo Giorgetti ha illustrato alla Camera i piani del governo sull’attivazione della clausola di salvaguardia nazionale. L’Italia chiederà all’Unione europea di utilizzare il massimo margine consentito per la sicurezza energetica, pari allo 0,6 per cento del Pil, e di fermarsi allo 0,9 per cento per le spese di difesa.

La clausola originaria riguardava solo la difesa e prevedeva un incremento fino all’1,5 per cento del Pil all’anno. La novità introdotta a livello europeo permette di destinare, all’interno di questo tetto, fino allo 0,3 per cento annuo per un massimo cumulativo dello 0,6 per cento alla sicurezza energetica nel triennio 2026-2028. Giorgetti ha spiegato che il governo intende richiedere l’intero spazio disponibile per l’energia e una quota inferiore per la difesa.

In termini di risorse, lo 0,6 per cento per l’energia corrisponde a circa 14 miliardi di euro, mentre lo 0,9 per cento per la difesa ammonta a circa 21 miliardi nello stesso periodo. Gli interventi energetici potranno riguardare famiglie, imprese, infrastrutture di trasporto e il settore pubblico, e dovranno essere di natura strutturale. Restano escluse le misure temporanee, come la riduzione delle accise o i sussidi diretti e indiretti che non migliorano in modo duraturo la resilienza del sistema.

La Commissione europea ha invitato gli Stati membri a presentare la richiesta entro metà agosto. La valutazione è prevista a settembre e l’eventuale via libera del Consiglio potrebbe arrivare all’Ecofin di ottobre. Solo dopo quel passaggio il governo tornerà in Parlamento per formalizzare lo scostamento di bilancio.
05-08-2026

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