Estate record anche per il mar Mediterraneo
Dati sulla temperatura dell'acqua fuori norma, con un caldo che secondo gli esperti non ha precedenti storici. Gli scienziati lanciano inoltre un allarme sui possibili fenomeni meteorologici estremi
Il mar Mediterraneo sta vivendo un'estate da record assoluto per quanto riguarda la temperatura dell'acqua, con un caldo che secondo gli esperti non ha precedenti storici.
Il dato più impressionante arriva da una boa oceanografica posizionata al largo di Sa Dragonera, vicino a Maiorca, nelle Baleari, che nel pomeriggio del 5 agosto ha registrato una temperatura superficiale di 33,02 gradi. Secondo l'agenzia meteorologica statale spagnola Aemet, si tratta del valore più alto mai rilevato da quella boa, e se confermato potrebbe rappresentare il record assoluto per l'intero bacino del Mediterraneo.
Il fenomeno non riguarda solo le Baleari. Il servizio Copernicus Marine, il programma europeo di osservazione climatica, ha rilevato che il riscaldamento più anomalo si è concentrato nel settore occidentale del Mediterraneo, tra Golfo del Leone, Mar Ligure, Tirreno e l'area tra Corsica e Sardegna. Già alla fine di maggio in queste zone si registravano anomalie superiori ai 5 gradi rispetto alla media, mentre a fine giugno gli scarti sono arrivati fino a 8 gradi rispetto alla media di riferimento del periodo 1991-2020.
Anche l'Adriatico non fa eccezione. La boa ondametrica Calipso, posizionata da Arpae a circa 16 chilometri dalla costa di Lido Adriano, in Emilia-Romagna, ha registrato una temperatura di 29,5 gradi. Secondo Federico Grazzini, responsabile della sala operativa e del centro funzionale di Arpae Emilia-Romagna, si tratta di valori anomali ed eccezionali che riguardano non solo l'Adriatico ma l'intero Mediterraneo, con il Tirreno che si aggira intorno ai 30 gradi: una situazione simile si era già verificata nel 2003, ma questa volta le temperature elevate stanno persistendo più a lungo.
Le conseguenze di un mare così caldo non si limitano al disagio dei bagnanti, che spesso non trovano più refrigerio nemmeno in acqua. Gli esperti segnalano rischi concreti per gli ecosistemi marini, legati soprattutto alla minore solubilità dell'ossigeno nell'acqua calda, allo stress fisiologico per molte specie e all'accelerazione delle fioriture algali in habitat già fragili. Ricerche condotte da Greenpeace, anche in profondità e nelle aree marine protette, hanno mostrato un aumento delle temperature pure negli habitat sommersi.
Gli scienziati lanciano inoltre un allarme sui possibili fenomeni meteorologici estremi che potrebbero scaturire dalla combinazione tra queste acque bollenti e l'arrivo di correnti d'aria più fresca, un mix che può generare temporali violenti e precipitazioni intense. Il calore accumulato nel mare, infatti, non si limita a far salire i termometri di oggi, ma continua a cedere energia all'aria costiera anche di notte, alimentando le cosiddette notti tropicali, con temperature minime che non scendono sotto i 25-27 gradi lungo diversi tratti delle coste italiane. Secondo le previsioni più aggiornate, l'anticiclone subtropicale continuerà a dominare l'Italia almeno fino alla seconda metà di agosto, portando avanti l'afa intensa che ha caratterizzato l'intera stagione. Gli esperti stimano che l'ondata di caldo estremo possa protrarsi ancora per circa dieci giorni, prima di un possibile cambiamento del quadro meteorologico. |