Scontro su Schengen tra Roma e Madrid
Scattati in Spagna i controlli sui voli dal nostro Paese: verifiche su interi aerei o passeggeri scelti a caso. Il check alle frontiere con l'Italia dall'8 agosto al 7 settembre
Da questa notte la Spagna ha attivato controlli alle frontiere per i viaggiatori in arrivo dall'Italia, in risposta alla sospensione dell'accordo di Schengen decisa da Roma dopo la crisi migratoria di Ceuta.
Madrid ha annunciato il ripristino temporaneo dei controlli alle frontiere interne per i viaggiatori provenienti dall'Italia, motivando la decisione con la persistente pressione migratoria irregolare. La misura è entrata in vigore dalla mezzanotte di sabato 8 agosto e resterà valida fino al 7 settembre, salvo eventuali modifiche legate a un cambiamento delle circostanze che ne hanno motivato l'adozione, mentre Roma respinge l'ultimatum del governo di Pedro Sánchez e conferma la sospensione dell'accordo di Schengen per i cittadini di paesi terzi provenienti dalla Spagna almeno fino al 15 agosto.
I controlli riguardano porti e aeroporti e vengono effettuati a campione, con verifiche su identità, passaporto e nazionalità dei viaggiatori; per i cittadini di paesi terzi vengono controllati anche il visto e il permesso di soggiorno. La misura spagnola interessa in particolare gli aeroporti di Barcellona, Madrid e Siviglia, e secondo quanto comunicato dal ministero dell'Interno spagnolo dovrebbe restare in vigore per un mese, con una finestra che va dal primo agosto al primo settembre 2026 nella notifica inviata alla Commissione europea.
Il governo spagnolo ha spiegato che i cittadini in arrivo dall'Italia negli aeroporti, nei porti e via terra possono essere sottoposti a controlli a partire dalla mezzanotte di sabato 8 agosto: ai viaggiatori dell'Unione europea viene chiesto di mostrare un documento di identità, mentre ai cittadini extra Ue viene richiesto anche di esibire un visto o un permesso di soggiorno. I cittadini italiani possono mostrare un passaporto o una carta d'identità valida per l'espatrio, che però deve essere in formato elettronico, dato che dal 3 agosto 2026 le carte d'identità cartacee hanno smesso di valere come documento per l'espatrio.
I controlli ai documenti potrebbero provocare code e ritardi, soprattutto negli scali più affollati come quelli di Madrid e Barcellona. Le verifiche spagnole possono riguardare interi voli oppure passeggeri selezionati a campione, un meccanismo simile a quello già adottato dall'Italia nei confronti dei viaggiatori provenienti dalla Spagna dal primo agosto.
Il ministro dell'Interno italiano Matteo Piantedosi ha dichiarato che dopo il 15 agosto verranno valutate le condizioni per un'eventuale revoca della misura italiana. Per quanto riguarda gli ingressi in Italia, i controlli sui passeggeri riguardano esclusivamente i cittadini di paesi terzi, extra Unione europea, in arrivo dalla Spagna, per verificarne la regolarità dell'ingresso e il possesso dei documenti idonei a circolare nell'area Schengen. I voli e i collegamenti marittimi tra i due paesi continuano comunque a operare regolarmente.
Il governo spagnolo, in una dichiarazione diffusa nella giornata di venerdì, ha accusato l'Italia di non aver rispettato dal 2022 il regolamento di Dublino, generando così un ulteriore onere di pressione migratoria sugli altri stati membri, pur avendo sempre dimostrato solidarietà verso Roma, anche accogliendo alcuni migranti sbarcati a Lampedusa nel 2023 e aprendo i propri porti alle persone soccorse lungo la rotta del Mediterraneo centrale. Madrid ha concluso l'appello auspicando che prevalgano l'europeismo, il buon senso e la buona fede, sostenendo che i governi dovrebbero promuovere la comprensione tra i paesi anziché creare divisioni e conflitti sterili alimentati da motivazioni elettorali interne.
La replica di Palazzo Chigi non ha lasciato margini di trattativa, ribadendo che l'Italia non accetta ultimatum o imposizioni dall'estero su sicurezza nazionale e controllo delle frontiere, e che non intende in alcun modo rivedere la sospensione dell'accordo di Schengen per i cittadini di paesi terzi provenienti dalla Spagna almeno fino al 15 agosto, e comunque fino a quando non saranno del tutto esclusi rischi di sicurezza e terrorismo per l'Italia.
La crisi diplomatica nasce dagli eventi di fine luglio a Ceuta, l'exclave spagnola in Nord Africa, dove decine di migliaia di persone provenienti dal Marocco hanno raggiunto la costa a nuoto, spingendo il governo Meloni ad annunciare, venerdì 31 luglio, il ripristino dei controlli di frontiera con la Spagna. |