Attentato a Ranucci, arrestato Valter Lavitola
Portato in carcere con l'accusa di essere il mandante dell'attentato dinamitardo al conduttore di Report, la Procura gli contesta il metodo mafioso. Ricercato l'intermediario Tavares
L'imprenditore ed ex giornalista-editore Valter Lavitola è stato arrestato e portato in carcere con l'accusa di essere il mandante dell'attentato dinamitardo al conduttore di Report Sigfrido Ranucci, avvenuto lo scorso ottobre davanti alla sua abitazione a Pomezia, vicino Roma.
La misura cautelare è stata emessa dal gip di Roma su richiesta della Procura guidata da Francesco Lo Voi, nell'ambito di un'indagine in cui si contesta anche il metodo mafioso. L'arresto è stato eseguito dai carabinieri del Nucleo investigativo. Lavitola era già stato perquisito lo scorso 4 luglio dagli stessi militari, che oggi hanno eseguito l'ordinanza di custodia cautelare in carcere disposta dal gip. Lo scorso 8 luglio era stato convocato in procura, dove si era avvalso della facoltà di non rispondere, rilasciando comunque dichiarazioni spontanee.
Il gip di Roma ha emesso un mandato di arresto anche nei confronti del cittadino camerunense Gomes Clesio Tavares, accusato dai pm di aver partecipato al progetto dell'attentato. L'uomo, ritenuto l'intermediario tra Lavitola e la banda di quattro persone che ha materialmente compiuto l'azione dinamitarda il 16 ottobre dello scorso anno a Pomezia, è al momento latitante e si troverebbe in Africa.
Secondo la ricostruzione dei magistrati, Lavitola avrebbe incaricato Tavares di trovare soggetti capaci di procurarsi dell'esplosivo e di farlo detonare davanti all'abitazione del giornalista, e il 16 settembre, un mese prima dell'attentato, i due avrebbero effettuato insieme un sopralluogo nei pressi della casa di Ranucci. I quattro membri della banda, fermati tra Napoli e Avellino nelle prime ore del 30 giugno scorso, sono Pellegrino D'Avino, sua moglie Marika De Filippis, Saverio Mutone e Antonio Passariello, quest'ultimo ritenuto uno dei capi del gruppo. Al momento risultano reclusi in carcere D'Avino, Mutone e Passariello, mentre De Filippis si trova ai domiciliari.
Il movente dell'attentato resta al momento poco chiaro. Lavitola e Ranucci sono legati da un rapporto di amicizia che dura da anni, e proprio per questo era circolata l'ipotesi, sempre respinta con forza da Lavitola, di un possibile accordo tra i due per favorire il giornalista. D'Avino, uno degli esecutori materiali, interrogato dal giudice ha dichiarato di non conoscere né Lavitola né Ranucci, mentre tutti e quattro conoscerebbero invece Tavares, con cui avrebbero avuto contatti in diverse occasioni. Per gli inquirenti sarebbe stato proprio lui ad assoldare il gruppo campano, commissionando l'attentato per alcune migliaia di euro.
Le prove in mano agli investigatori appaiono solide: oltre al sopralluogo compiuto insieme a Tavares nei giorni precedenti l'attentato, il tuttofare di Lavitola sarebbe stato in costante contatto con gli esecutori materiali. Lo stesso Ranucci, commentando i suoi rapporti con Lavitola, aveva raccontato in passato di aver stretto un'amicizia con lui dopo che era stato oggetto di alcune inchieste di Report, definendolo anche una fonte importante per il programma, ed escludendo che potesse mai fargli del male. |