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Genova si ferma per commemorare il Morandi

Nell'ottavo anniversario, il primo dopo la sentenza di primo grado, città ferma simbolicamente alle 11.36, l'ora in cui il viadotto crollò nel 2018 provocando la morte di 43 persone

Genova si ferma oggi, venerdì 14 agosto, per l'ottavo anniversario del crollo del Ponte Morandi, ma è la prima commemorazione dopo la sentenza di primo grado, arrivata lo scorso 16 luglio al termine di otto anni complessivi tra indagini e processo. Come ogni 14 agosto, la città si fermerà simbolicamente alle 11.36, l'ora in cui il viadotto crollò nel 2018 provocando la morte di 43 persone.

Il totale delle condanne inflitte ai 32 imputati ritenuti responsabili ammonta a poco meno di 180 anni complessivi di reclusione. La pena più pesante è stata inflitta all'ex amministratore delegato di Autostrade per l'Italia, Giovanni Castellucci, condannato a 12 anni. Il tribunale di Genova ha condannato anche l'ex capo delle manutenzioni di Aspi, Michele Donferri, a undici anni, i due ex dirigenti di Spea Maurizio Ceneri ed Emanuele De Angelis a dieci anni, l'ex direttore delle manutenzioni di Aspi Gabriele Camomilla a sei anni, mentre per Paolo Berti, ex direttore centrale operazioni di Aspi, e Antonino Galatà, ex amministratore delegato di Spea, la condanna è stata di cinque anni e sei mesi.

In un'intervista a Tgcom24, la presidente del Comitato Ricordo Vittime Ponte Morandi, Egle Possetti, ha commentato la sentenza sottolineando l'auspicio che le condanne servano da deterrente per i vertici delle grandi aziende, affinché gli amministratori delegati comprendano fino in fondo il peso della propria responsabilità e affinché in Italia si riescano finalmente a innescare meccanismi di maggiore correttezza.

Possetti aveva già commentato a caldo la sentenza definendola un punto fermo importante, capace di sancire responsabilità precise in capo a figure precise, superando le ipotesi più fantasiose che in passato erano state avanzate sulle cause del crollo. La presidente del Comitato aveva anche criticato duramente una lettera firmata da 250 dirigenti d'azienda che avevano espresso solidarietà agli imputati condannati, definendola una presa di posizione inaccettabile per i familiari delle vittime.

Nella sentenza, il Comitato ha ritenuto fondamentale anche il riconoscimento della responsabilità dei vertici del ministero delle Infrastrutture e del comitato ministeriale che avrebbe dovuto valutare gli interventi di retrofitting sulle pile 9 e 10 del ponte.

A un mese dalla sentenza, restano inoltre da realizzare opere compensative per un valore di 1,13 miliardi di euro, destinate al territorio colpito dal crollo. Il percorso legale non si è comunque concluso, poiché la sentenza di primo grado potrà essere impugnata nei successivi gradi di giudizio.
14-08-2026

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