Pioggia di droni sulla Russia dall'Ucraina
Si tratta di una delle offensive aeree più massicce dall'inizio del conflitto, con circa 1.500 droni diretti contro il territorio russo, colpendo tra le altre zone Mosca, Rostov e alcuni depositi della piattaforma di e-commerce Wildberries
L'Ucraina ha lanciato nella notte tra sabato e domenica una delle offensive aeree più massicce dall'inizio del conflitto, con circa 1.500 droni diretti contro il territorio russo, colpendo tra le altre zone Mosca, Rostov e alcuni depositi della piattaforma di e-commerce Wildberries.
Secondo il ministero della Difesa russo, nella sola notte sono stati intercettati e abbattuti 205 droni, mentre il bilancio complessivo sui circa 1.500 lanciati sull'intero territorio nazionale parla di 822 velivoli distrutti. Mosca ha definito l'attacco il più massiccio registrato dall'inizio della guerra. Il bilancio delle vittime sul suolo russo è salito a nove morti nei bombardamenti ucraini delle ultime ore, con missili caduti anche sul villaggio di Koloskovo, nella regione di Belgorod.
La Russia ha risposto colpendo Kiev e altre città ucraine: il bilancio complessivo delle vittime nei due paesi ha raggiunto almeno dodici morti. Mosca rivendica inoltre la conquista di un villaggio nella regione di Zaporizhzhia e di un altro nel Donetsk.
Nel frattempo, nei cieli della Romania, un caccia F-18 spagnolo impegnato nella missione di polizia aerea della Nato ha abbattuto un drone che, secondo il quartier generale dell'Alleanza, sembrerebbe di origine russa, mentre le verifiche sono ancora in corso.
Sul fronte delle infrastrutture militari, un'inchiesta del quotidiano britannico The Telegraph, basata sull'analisi di immagini satellitari, documenti riservati e dati della società DroneSec, rivela che la Russia ha costruito e ampliato almeno dieci basi militari lungo i confini con l'Ucraina e la Bielorussia, progettate per il lancio massiccio di droni di ultima generazione, con l'obiettivo di indebolire e sfondare sistematicamente le difese aeree ucraine. Alcuni di questi centri sono stati ricavati convertendo basi militari e aeroporti civili già esistenti, mentre altri sono stati costruiti da zero in aree rurali.
Nel complesso, giornalisti e analisti militari hanno individuato 59 rampe di lancio meccaniche, catapulte su rotaia che sostituiscono le piste di atterraggio tradizionali e permettono il lancio rapido di droni pesanti simili ad aerei, posizionate in prossimità della linea del fronte. Almeno venti di queste rampe avrebbero una forma allungata, caratteristica che secondo gli esperti indica una progettazione specifica per il lancio delle versioni più recenti e veloci di droni a lungo raggio, dotate di propulsione a reazione.
Secondo quanto riportato, funzionari dei servizi di intelligence statunitensi ed europei ritengono che Mosca stia valutando anche possibili provocazioni armate nei confronti della Polonia, tra cui attacchi missilistici o con droni contro infrastrutture critiche, oppure operazioni condotte sotto falsa bandiera. |