METEO
BORSA
18/08/2026 06:28
CRONACA
UTILITIES
Oroscopo del Giorno
Mappe
Treni: Orari e Pren.
Alitalia: Orari e Pren.
Meridiana: Orari e Pren.
Airone: Orari e Pren.
Calcolo Codice Fiscale
Calcolo ICI
Calcolo Interessi Legali
Calcolo Interessi di Mora
Verifica Partite IVA
Ricerca C.A.P.
Ricerca Raccomandate
Ricerca Uffici Giudiziari
Gazzetta Ufficiale
Agire
"Avvisò Ranucci un mese prima sul rischio di possibili attentati"

Così il legale di Lavitola, Arturo Cola, che è tornato oggi nel carcere di Rebibbia per incontrare il suo assistito e preparare la strategia in vista della prossima udienza del Tribunale del Riesame, che la difesa ritiene possa tenersi la settimana prossima

L'avvocato di Valter Lavitola, Arturo Cola, è tornato oggi nel carcere di Rebibbia per incontrare il suo assistito e preparare la strategia in vista della prossima udienza del Tribunale del Riesame, che la difesa ritiene possa tenersi la settimana prossima.

Il legale ha spiegato di essere lì per verificare se sia necessario integrare la confessione resa da Lavitola lo scorso 12 agosto, quando l'uomo ha ammesso davanti al gip di essere il mandante dell'attentato compiuto lo scorso ottobre davanti all'abitazione di Sigfrido Ranucci, giornalista e conduttore di Report, sostenendo di averlo organizzato per spingerlo a rafforzare la propria scorta.

Cola ha però escluso categoricamente qualsiasi passo indietro rispetto a quanto già dichiarato. Non si tratta, ha precisato, di ritrattare o di raccontare fatti diversi, ma semplicemente di puntualizzare e offrire un'interpretazione autentica di quanto già messo a verbale, una possibilità che la procedura davanti al Riesame consente attraverso dichiarazioni spontanee. Secondo il legale, i punti da chiarire riguardano in particolare le modalità con cui è stato eseguito l'attentato e il movente che lo ha determinato.

Tra gli elementi che la difesa intende sottolineare c'è anche una questione temporale che potrebbe risultare rilevante nella ricostruzione dei fatti. Secondo Cola, Lavitola avrebbe infatti avvertito Ranucci del rischio di possibili attentati ben prima del 16 ottobre, giorno in cui l'attacco è realmente avvenuto. Il riferimento è a un incontro avvenuto il 7 settembre, nel corso del quale l'uomo avrebbe messo in guardia il giornalista sui pericoli che correva, circa un mese e mezzo prima dei fatti.

Il legale ha comunque tenuto a ribadire quale sia, dal punto di vista della difesa, l'aspetto centrale delle dichiarazioni rese finora: in sede di interrogatorio di garanzia, Lavitola ha escluso che vi fosse un accordo preventivo sull'attentato, pur non potendo escludere che Ranucci avesse in qualche modo intuito chi ne fosse il mandante.

Nei prossimi giorni la Procura chiederà inoltre l'estradizione del cittadino camerunese Gomes Tavares, ritenuto il factotum dell'ex faccendiere e attualmente latitante, che avrebbe svolto il ruolo di mediatore nella vicenda. Ranucci, da parte sua, potrebbe essere sentito dagli inquirenti come persona informata sui fatti non prima di settembre, quando saranno completate le analisi più approfondite sui dispositivi elettronici sequestrati a Lavitola.
17-08-2026

Linear

Copyright 2006 © Cookie Policy e Privacy