Furto a Messina, indagini per trovare autori e basisti
Dopo il colpo clamoroso, la sera di Ferragosto, al museo regionale interdisciplinare Accascina, si cercano le opere attribuite ad Antonello da Messina trafugate
Un colpo clamoroso ha preso di mira, la sera di Ferragosto, il museo regionale interdisciplinare Accascina di Messina, il MuMe, dove sono state trafugate alcune delle opere più preziose custodite in Sicilia: tre delle cinque tavole del Polittico di San Gregorio e una tavoletta bifronte, con la Madonna col bambino e un Francescano in adorazione da un lato e l'Ecce Homo dall'altro, tutte attribuite ad Antonello da Messina, uno dei maggiori pittori italiani del Quattrocento.
Il furto si è consumato in pochissimi minuti, tra le 20 e le 21.50 di sabato 15 agosto, proprio mentre gran parte della città era riunita in piazza Duomo per assistere alla processione della Vara, uno degli appuntamenti più sentiti e partecipati dell'anno a Messina. Secondo le prime ricostruzioni della polizia, i ladri sarebbero stati quattro, entrati nel giardino del museo forzando le sbarre metalliche della recinzione che si affaccia su viale Annunziata, per poi raggiungere le sale dove erano custodite le opere sfondando una porta.
Nella fuga, gli autori del furto hanno abbandonato le altre due tavole del Polittico nei pressi della recinzione del museo, forse per la fretta o per la difficoltà di trasportare tutti i pezzi.
Restano ancora diversi punti da chiarire sulla dinamica dell'accaduto. Il presidente della Regione Siciliana, Renato Schifani, ha precisato che il sistema di allarme e le telecomere di videosorveglianza del museo funzionavano regolarmente quella sera. Nell'edificio, al momento del furto, erano inoltre presenti quattro custodi, che interrogati dagli investigatori hanno dichiarato di non essersi accorti di nulla: a dare l'allarme e chiamare la polizia è stato invece un passante. Proprio per questo motivo, oltre all'indagine avviata dalla Procura, la Regione ha disposto un'ispezione interna per accertare eventuali responsabilità del personale addetto alla vigilanza.
La Procura della Repubblica di Messina, guidata dal procuratore capo Antonio D'Amato, ha aperto un fascicolo per furto pluriaggravato di opere d'arte, al momento contro ignoti. Le indagini sono state affidate alla squadra mobile della questura e ai carabinieri del Nucleo tutela patrimonio culturale, che stanno acquisendo le testimonianze del personale di vigilanza e analizzando le immagini delle telecamere del museo e quelle installate lungo la pubblica via.
Tra le piste seguite dagli inquirenti c'è quella di un furto su commissione, eseguito per conto di qualche mercante d'arte: piazzare sul mercato nero opere di questo calibro, spiegano gli investigatori, richiede infatti un piano organizzato a monte, difficile da improvvisare.
La vicenda ha suscitato grande sconcerto anche a livello nazionale. Il ministro della Cultura, Alessandro Giuli, ha parlato di sconcerto e dispiacere per la perdita di opere di straordinario valore per il patrimonio culturale del paese, assicurando la piena collaborazione del ministero alle autorità regionali competenti sulla gestione dei musei siciliani. Anche il sindaco di Messina, Federico Basile, ha espresso profonda preoccupazione, mentre la direttrice del museo, Marisa Mercurio, ha parlato di una perdita enorme per la città e per il mondo dell'arte, esprimendo la speranza che le opere possano essere presto ritrovate.
Il valore delle tavole rubate è difficile da stimare con precisione, ma il furto assume un peso particolare perché a Messina sopravvivono pochissime opere di Antonello, dato che gran parte della sua produzione è oggi conservata in musei di tutto il mondo. Il Polittico di San Gregorio, in particolare, era già stato gravemente danneggiato in passato, anche a causa del terremoto che nel 1908 distrusse l'ex convento in cui era originariamente custodito. |