Dolo: uccide la ex, poi va a casa e s'impicca
I due cadaveri sono stati scoperti nella tarda serata di Ferragosto, come confermato dalle forze dell'ordine, che mantengono comunque uno stretto riserbo sulla dinamica dei fatti
Un uomo di 43 anni, Dino Keber, residente a Dolo, in provincia di Venezia, è stato trovato morto impiccato nella propria abitazione dopo aver ucciso la sua ex compagna, Tania Terrin, di 39 anni.
Il corpo della donna è stato rinvenuto nella sua casa di Camponogara, sempre nel Veneziano. Secondo una prima ricostruzione da fonti vicine alle indagini, sul corpo di Terrin sarebbero stati riscontrati lievi lesioni e segni di soffocamento. I due cadaveri sono stati scoperti nella tarda serata di sabato 15 agosto, giorno di Ferragosto, come confermato dalle forze dell'ordine, che mantengono comunque uno stretto riserbo sulla dinamica dei fatti.
La relazione tra i due si era conclusa da tempo. Lo scorso aprile, dopo la fine del rapporto, la donna aveva sporto denuncia contro Keber per un episodio di aggressione fisica, a seguito della quale l'uomo aveva ricevuto un ammonimento ufficiale da parte del questore di Venezia. Nonostante il provvedimento, i due avrebbero continuato a frequentarsi nei mesi successivi.
Secondo la ricostruzione degli investigatori, Keber avrebbe incontrato la donna nella sua abitazione proprio la sera di Ferragosto, e dopo aver trascorso la serata insieme a lei, l'avrebbe strangolata. Rientrato nella propria casa a Dolo, si sarebbe poi tolto la vita impiccandosi.
I carabinieri di Camponogara, insieme al reparto investigativo, stanno lavorando per ricostruire con precisione gli orari e gli spostamenti dei due nelle ore precedenti alla tragedia, oltre alle cause esatte del decesso di entrambi. Le attività sul campo proseguono anche per confermare la presenza dell'uomo nell'abitazione della donna al momento dei fatti.
Si tratta del terzo femminicidio registrato in Italia nel giro di tre giorni: pochi giorni prima era morta Ornella Forastefano, 46 anni, soccorsa in gravi condizioni all'esterno dell'ospedale di Trebisacce, in provincia di Cosenza, e deceduta subito dopo l'arrivo dei sanitari a causa delle ferite riportate.
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