METEO
BORSA
30/08/2026 10:53
Zalando
ESTERI
UTILITIES
Oroscopo del Giorno
Mappe
Treni: Orari e Pren.
Alitalia: Orari e Pren.
Meridiana: Orari e Pren.
Airone: Orari e Pren.
Calcolo Codice Fiscale
Calcolo ICI
Calcolo Interessi Legali
Calcolo Interessi di Mora
Verifica Partite IVA
Ricerca C.A.P.
Ricerca Raccomandate
Ricerca Uffici Giudiziari
Gazzetta Ufficiale
Nepal, persi i contatti con tre italiani

Sono oltre 1.300 le persone che mancano all'appello (oltre 800 in Nepal e 558 in Tibet), di cui 517 stranieri. Recuperati 362 corpi. Si attiva la solidarietà internazionale

Il violento disastro ha colpito la regione himalayana al confine tra Nepal e Tibet, dove una piena improvvisa ha travolto interi villaggi e infrastrutture, secondo il ministro degli Esteri nepalese, potrebbe essere stato causato da una valanga innescata da un terremoto di magnitudo 4,4 registrato mercoledì mattina in territorio tibetano, che avrebbe fatto staccare e precipitare a valle una porzione di ghiacciaio.

In Nepal case, strade e ponti sono stati spazzati via dall'esondazione del fiume Bhote Koshi, mentre dall'altra parte del confine, nella contea tibetana di Gyirong, le autorità cinesi hanno parlato del rischio di gravi perdite di vite umane.

Il bilancio più recente, diffuso a mezzogiorno dal Nepal Tourism Board, parla di oltre 360 morti e oltre 1.300 persone ancora disperse, di cui 517 turisti stranieri e circa 800 in totale nella zona nepalese. Tra loro tre cittadini italiani: si tratta del cinquantenne Marco Ratto, orefice di Rapallo, e di una coppia italo-svizzera che era in viaggio dal Tibet verso il Nepal. Ratto era in uscita dal Nepal verso il Tibet: l'agenzia di viaggi cinese che avrebbe dovuto prendere in carico il gruppo ha confermato di aver perso i contatti con lui al valico di frontiera. L'uomo, titolare di un'oreficeria a Rapallo, si trovava in quella zona come tappa di un viaggio intrapreso da solo dieci giorni prima, dopo averlo già rimandato una volta per un piccolo infortunio. Il cognato Andrea Bernardin ha raccontato che la famiglia è sgomenta e senza parole, in contatto con la Farnesina ma senza notizie al momento.

Le operazioni di ricerca proseguono nei distretti di Rasuwa, Nuwakot, Dhading e Gorkha, con squadre composte da forze di sicurezza, autorità locali, guide alpine e polizia turistica impegnate anche nell'evacuazione degli abitanti e nella verifica delle persone ancora irreperibili. Tra i dispersi figurano cittadini di una trentina di paesi diversi, con la componente più numerosa formata da pellegrini indiani diretti al monte Kailash, in Tibet, meta sacra per gli induisti. Secondo le stime più recenti risultano dispersi anche decine di statunitensi, australiani, britannici e canadesi.

Il governo di Kathmandu ha messo in campo quasi 1.700 persone nelle operazioni di soccorso, con altre seicento pronte a intervenire, mentre gli elicotteri militari e civili hanno già tratto in salvo oltre un centinaio di persone. Si è attivata anche la solidarietà internazionale: l'Organizzazione mondiale della sanità invierà medicinali e attrezzature sufficienti per circa mille persone, oltre a tende di emergenza, mentre il presidente cinese Xi Jinping ha ordinato di intensificare le ricerche e i soccorsi, di mettere in sicurezza le popolazioni ancora a rischio e di rafforzare i sistemi di monitoraggio per prevenire ulteriori disastri. Anche il Dalai Lama ha espresso il proprio cordoglio per le vittime della tragedia, sottolineando come la regione sia già stata colpita da calamità simili in passato.
27-08-2026


Copyright 2006 © Cookie Policy e Privacy