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Alluvione in Nepal e Tibet: i morti salgono a 547

Secondo l'ultimo aggiornamento della polizia, i dispersi complessivi sono 2.381, tra cui persone provenienti da una trentina di paesi diversi. Tre sono italiani

Il bilancio della devastante alluvione che ha colpito il Nepal e il Tibet continua ad aggravarsi. La polizia nepalese ha confermato che i morti sono saliti a 547, mentre i feriti hanno raggiunto quota 1.473. Tra i dispersi restano tre cittadini italiani, di cui non si hanno ancora notizie.

Secondo l'ultimo aggiornamento della polizia, i dispersi complessivi sono 2.381, tra cui persone provenienti da una trentina di paesi diversi. Gli stranieri non ancora rintracciati sono 644: il gruppo più numeroso è quello degli indiani, con 178 persone irreperibili, seguiti da 65 cittadini statunitensi, 53 ucraini, 51 malesi, 35 australiani, 33 britannici e 25 canadesi. Le forze dell'ordine nepalesi hanno precisato che sul posto sono impegnati 4.473 agenti.

Sul fronte italiano, a Kathmandu è arrivata una task force dell'Unità di Crisi della Farnesina, inviata dal ministero degli Esteri per rafforzare l'assistenza ai connazionali presenti nella zona e raccogliere informazioni sui tre italiani ancora dispersi.

Sul versante cinese, in Tibet, il bilancio delle vittime è salito a cinque morti, con 558 persone ancora irreperibili secondo l'emittente di stato Cctv. Le autorità cinesi hanno intanto sospeso le operazioni di soccorso nell'area più colpita a causa del rischio di nuove alluvioni.

Tra le operazioni ancora in corso, le squadre di soccorso nepalesi, supportate da elicotteri, stanno lavorando per liberare circa cento persone rimaste intrappolate in un tunnel della centrale idroelettrica Upper Trishuli-1, vicino al confine con la Cina, sommersa due giorni fa dall'alluvione. Il portavoce dell'esercito nepalese, il generale di brigata Raja Ram Basnet, ha spiegato che le operazioni sono complicate dal fango che ha ricoperto i punti di ingresso e di uscita del tunnel, ma che la priorità assoluta resta il salvataggio delle persone bloccate.

Il disastro, causato dal collasso di un ghiacciaio al confine tra Nepal e Tibet, ha travolto interi villaggi il 27 agosto, distruggendo ponti e strade e isolando intere comunità. Anche l'Unione Europea è intervenuta, stanziando due milioni di euro in aiuti umanitari a sostegno delle popolazioni colpite.
28-08-2026

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