METEO
BORSA
02/09/2026 11:17
Zalando
ESTERI
UTILITIES
Oroscopo del Giorno
Mappe
Treni: Orari e Pren.
Alitalia: Orari e Pren.
Meridiana: Orari e Pren.
Airone: Orari e Pren.
Calcolo Codice Fiscale
Calcolo ICI
Calcolo Interessi Legali
Calcolo Interessi di Mora
Verifica Partite IVA
Ricerca C.A.P.
Ricerca Raccomandate
Ricerca Uffici Giudiziari
Gazzetta Ufficiale
Agire
Ue, Nato e i rischi di attacchi ibridi russi

Berlino sicura: "Mosca coinvolta nei droni a Lipsia". Rutte da von der Leyen, sul tavolo l'idea di dare “a Kiev i beni russi”. Putin replica: "Aiutano i terroristi, reagiremo"

Le tensioni tra la Russia e l'Occidente restano alte, con l'Unione europea e la Nato che continuano a valutare il rischio di una possibile escalation della guerra ibrida condotta da Mosca contro i paesi occidentali.

Secondo quanto raccolto da Politico presso un alto funzionario europeo, i servizi di intelligence del continente al momento non rilevano segnali di preparativi russi per un attacco militare imminente contro paesi europei della Nato, e questa valutazione non sarebbe cambiata nel tempo. La stessa fonte precisa che non risultano preparativi in corso contro membri europei dell'Alleanza. L'assenza di una minaccia convenzionale immediata, però, non equivale a una riduzione dell'attenzione: il Servizio europeo per l'azione esterna segnala infatti un aumento di cyberattacchi, sabotaggi, violazioni dello spazio aereo, operazioni di disinformazione e azioni contro infrastrutture critiche, tutte collocate nel quadro di una più ampia campagna ibrida attribuita alla Russia.

Anche sul medio periodo, tuttavia, la cautela resta alta. L'Alta rappresentante dell'Unione europea per la politica estera, Kaja Kallas, ha ricordato che diversi servizi di intelligence nazionali ritengono che Mosca potrebbe essere in grado di mettere alla prova la capacità dell'Unione europea di difendersi entro un arco di tre-cinque anni. Non si tratterebbe quindi di valutazioni contraddittorie: da un lato l'assenza di preparativi per un attacco nell'immediato, dall'altro la possibile ricostituzione futura delle capacità militari russe. Il tema è al centro delle riunioni informali dei ministri della Difesa e degli Esteri europei in corso in Irlanda, dove restano in agenda il sostegno militare all'Ucraina, la prontezza difensiva europea e la cooperazione con la Nato.

Anche il segretario generale della Nato, Mark Rutte, ha più volte richiamato l'attenzione sul tema, sostenendo che il presidente russo Vladimir Putin starebbe preparando il proprio paese a poter eventualmente usare la forza contro l'Alleanza atlantica nell'arco di cinque anni. In questo contesto, la cosiddetta zona grigia tra sabotaggio e confronto diretto viene considerata sempre più difficile da definire, e ogni nuovo episodio ambiguo costringe i governi alleati a interrogarsi non solo su come rispondere, ma anche su chi attribuire la responsabilità dell'accaduto.

Le reazioni tra i paesi europei non sono uniformi. Gli stati dell'Europa orientale, in particolare la Polonia e i paesi baltici, denunciano con maggiore frequenza e apertamente l'aggressività russa, mentre alcuni governi dell'Europa occidentale tendono a muoversi con più cautela prima di attribuire pubblicamente un episodio a Mosca, anche per il timore di alimentare una pericolosa escalation diplomatica e militare. Proprio in questa differenza di approccio, secondo alcune analisi, il Cremlino potrebbe trovare margine per proseguire la propria strategia di destabilizzazione senza incorrere in una risposta diretta e coordinata da parte dell'Alleanza.
02-09-2026


Copyright 2006 © Cookie Policy e Privacy