|
|
Putin: "Una soluzione del conflitto è possibile"
Il presidente russo è intervenuto al Forum economico orientale di Vladivostok. Peskov contro Berlino: "Merz cerca consensi facendo il duro ma è solo goffo. Non avvieremo un declassamento delle relazioni diplomatiche" coi tedeschi
Il presidente russo Vladimir Putin è tornato a parlare della guerra in Ucraina durante il suo intervento al Forum economico orientale di Vladivostok, sostenendo che esiste una possibilità concreta di arrivare a una soluzione del conflitto.
Secondo Putin, la Russia e l'Ucraina devono prima di tutto trovare un accordo tra loro, e gli altri paesi devono sostenere questo processo. Il presidente russo ha però osservato che gli attacchi con droni ucraini nei cieli di Mosca non aiutano a raggiungere un'intesa. Putin ha aggiunto che sono in corso contatti con i rappresentanti dell'amministrazione statunitense incaricati del dialogo con la Russia da Donald Trump, e che questo canale sta funzionando. Nelle scorse settimane si era parlato di una possibile visita a Mosca dell'inviato della Casa Bianca Steve Witkoff e del genero del presidente americano, Jared Kushner. Secondo Putin, il problema deve in definitiva essere risolto dai paesi coinvolti nel conflitto, anche se la Russia si dice grata a chiunque cerchi di contribuire a una soluzione.
Le parole di Putin arrivano in un momento di forte tensione tra Mosca e Berlino, dopo l'attentato all'aeroporto di Lipsia-Halle, dove il mese scorso è stato trovato e disinnescato un drone carico di esplosivo vicino a un aereo ucraino. La Germania ha accusato la Russia di essere responsabile dell'episodio e ha risposto chiudendo un centro culturale russo a Berlino e un consolato a Bonn. Putin ha respinto le accuse, sostenendo che le prove sarebbero state costruite ad arte dai tedeschi, senza però fornire alcun elemento a sostegno di questa tesi.
In risposta alle misure tedesche, il ministro degli Esteri russo Sergei Lavrov ha annunciato la chiusura dei centri culturali del Goethe-Institut presenti a Mosca, San Pietroburgo ed Ekaterinburg. Secondo Lavrov, la Germania avrebbe preso deliberatamente questa decisione, ben sapendo che avrebbe significato la fine della presenza culturale tedesca in Russia.
Nonostante l'inasprimento dei rapporti, il portavoce del Cremlino Dmitri Peskov ha precisato che Mosca non intende procedere a un declassamento delle relazioni diplomatiche con Berlino, spiegando di non credere che sarà la Russia a prendere l'iniziativa in tal senso, pur ritenendo che i tedeschi siano ormai capaci di qualsiasi passo, a suo giudizio, assurdo.
Peskov ha inoltre collegato l'atteggiamento del cancelliere tedesco Friedrich Merz nei confronti della Russia alle sue difficoltà politiche interne, sostenendo che Merz stia cercando di guadagnare consenso a livello nazionale attraverso quelle che il portavoce ha definito misure quasi drastiche. Secondo Peskov, però, il risultato è estremamente goffo, perché negli ultimi anni tutti coloro che sono stati arrestati in Germania per aver fatto esplodere qualcosa erano cittadini ucraini, fermati dalle stesse autorità tedesche, mentre Berlino non ha mai chiuso un consolato ucraino né un centro culturale ucraino sul proprio territorio. |
|
|
|
|
03-09-2026
|
|
|