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"Hegseth estende le missioni in Medio Oriente fino al 2027"
La notizia è riportata dal Wall Street Journal, secondo cui il Pentagono starebbe estendendo silenziosamente le missioni, per garantire al presidente Trump la flessibilità strategica necessaria mentre valuta le prossime mosse
Il segretario alla Difesa statunitense Pete Hegseth ha prolungato fino al 2027 il dispiegamento delle truppe americane in Medio Oriente, un segnale che il conflitto con l'Iran potrebbe protrarsi ancora a lungo. La notizia è riportata dal Wall Street Journal, che ricorda come, quando gli Stati Uniti lanciarono la loro offensiva contro Teheran sei mesi fa, lo stesso Hegseth avesse promesso un'operazione rapida e decisiva, capace di evitare un conflitto lungo e protratto. Le fonti citate dal quotidiano riferiscono che il Pentagono starebbe invece estendendo silenziosamente le missioni, per garantire al presidente Donald Trump la flessibilità strategica necessaria mentre valuta le prossime mosse.
Gli Stati Uniti mantengono attualmente circa cinquantamila militari in Medio Oriente, oltre a diciannove navi da guerra, due portaerei e tredici cacciatorpediniere lanciamissili. Le missioni in corso comprendono l'intercettazione dei missili iraniani, la scorta delle navi mercantili attraverso lo Stretto di Hormuz e il blocco dei porti.
Nella notte il Kuwait è stato colpito da un attacco con missili e droni iraniani, l'ultimo di una serie di scambi di raid tra Stati Uniti e Repubblica islamica delle ultime settimane. Secondo il ministero della Salute di Teheran, tra il 30 agosto e il 2 settembre gli attacchi statunitensi in Iran hanno causato almeno diciotto morti e centoquarantadue feriti, tra cui sessantuno donne e quarantaquattro persone sotto i diciotto anni. Tra le vittime figurano anche due donne e un bambino. Gli scontri sono ripresi a luglio, dopo il fallimento del memorandum d'intesa del 18 giugno che avrebbe dovuto porre fine al conflitto tra Stati Uniti e Israele contro l'Iran e riaprire lo Stretto di Hormuz.
Intanto il presidente Trump continua a rivendicare i risultati ottenuti dalle operazioni americane nello stretto, uno dei punti strategici più sensibili dell'intero conflitto. Alla Casa Bianca il presidente ha dichiarato che gli Stati Uniti stanno vincendo e di avere un controllo molto saldo sullo Stretto di Hormuz, spiegando che ogni giorno vi transitano numerose navi cariche di milioni di barili di petrolio, quasi sempre senza problemi, e che gli occasionali droni lanciati contro le imbarcazioni vengono abbattuti. Trump ha anche scherzato sulla possibilità di ribattezzare il passaggio Stretto di Trump.
Sul fronte diplomatico, l'inviato speciale Steve Witkoff ha incontrato nel fine settimana in Sardegna il consigliere per la sicurezza nazionale degli Emirati Arabi Uniti, per discutere i prossimi passi sulla questione iraniana, nel tentativo dell'amministrazione statunitense di mantenere aperto lo Stretto di Hormuz. Prima dello scoppio del conflitto, attraverso lo stretto transitavano quantità di petrolio vicine ai venti milioni di barili al giorno, rendendo il passaggio marittimo uno dei punti nevralgici dell'economia globale. Il nuovo aumento delle tensioni ha già provocato forti oscillazioni sui mercati petroliferi, con il prezzo del Brent tornato nell'area dei novantacinque dollari al barile nella giornata del 3 settembre. |
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03-09-2026
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