|
|
Russia-Ucraina, missione USA senza reale esito positivo
Witkoff e Kushner non ottengono sostanziali passi avanti nei colloqui per porre fine alla guerra. E i motivi dello stallo diplomatico restano quelli di sempre: in particolare, le questioni territoriali
La prima missione ufficiale a Kiev dei mediatori statunitensi Steve Witkoff e Jared Kushner si è conclusa senza sostanziali passi avanti nei colloqui per porre fine alla guerra in Ucraina. I due inviati di Trump sono arrivati nella capitale ucraina a bordo del treno Peace Express, dopo l'incontro della vigilia con il presidente russo Vladimir Putin al Cremlino, protrattosi fino a tarda notte. Ad accoglierli alla stazione Pasazhyrskyi sono state le autorità ucraine, tra sorrisi e strette di mano.
In centro città si sono poi svolti tre round di incontri, durante i quali gli americani hanno illustrato il nuovo piano statunitense per porre fine al conflitto. Al primo round hanno partecipato, oltre a Witkoff e Kushner, il presidente Volodymyr Zelensky, il capo di gabinetto Kyrylo Budanov, il suo vice Serhiy Kyslytsya e il segretario del Consiglio di sicurezza Rustem Umerov. Al terzo round sono stati invitati anche i consiglieri per la sicurezza nazionale di Gran Bretagna, Francia e Germania.
Kushner ha detto di sperare che il suo primo viaggio in Ucraina apra nuove strade per la pace, spiegando che l'obiettivo di Trump non è soltanto porre fine alla guerra, ma costruire le condizioni per una pace duratura. Witkoff ha definito i colloqui molto significativi e sostanziali, sottolineando che serviranno compromessi da entrambe le parti e una riduzione delle questioni ancora aperte. Il mediatore ha aggiunto di ritenere che ci siano gli elementi necessari per arrivare a un'intesa, e ha parlato di un prossimo pacchetto di iniziative e di un possibile ritorno al formato trilaterale dei negoziati, con Stati Uniti, Russia e Ucraina.
L'ottimismo mostrato dagli inviati americani contrasta però con la cautela di Zelensky, che nei tre round di incontri ha insistito soprattutto sulle necessità militari immediate del suo paese, a partire dai sistemi di difesa aerea Patriot, definiti una questione molto urgente, e sul sostegno necessario ad affrontare l'inverno. Il presidente ucraino ha dichiarato che se la guerra dovesse proseguire anche nella stagione fredda, come sembra probabile, Kiev conta molto su un pacchetto invernale discusso nel dettaglio con Witkoff, Kushner e i partner europei.
I motivi dello stallo diplomatico restano quelli di sempre. Il nodo principale riguarda le questioni territoriali: Mosca rivendica le quattro regioni ucraine parzialmente sotto il suo controllo, mentre Kiev chiede di congelare l'attuale linea del fronte. La Russia insiste inoltre su un'Ucraina neutrale e sostanzialmente demilitarizzata, mentre Kiev chiede garanzie di sicurezza solide e il mantenimento di un esercito forte.
Sullo sfondo dei colloqui restano anche le tensioni crescenti tra Mosca e l'Europa. Il ministro degli Esteri russo Sergei Lavrov ha definito la reazione diplomatica di Berlino per la vicenda dei droni avvistati all'aeroporto di Lipsia come l'inizio di una vera guerra. La Germania, dal canto suo, starebbe preparando uno scudo protettivo contro le minacce provenienti dalla Russia.
Nel frattempo i raid sul terreno proseguono da entrambe le parti. Mosca ha concesso una tregua su Kiev valida fino a lunedì, per consentire ai due mediatori americani di rientrare in sicurezza. Il presidente Trump si consulterà ora con i suoi inviati e sentirà telefonicamente sia Putin sia Zelensky, che sa quanto il ruolo di Washington sia determinante per qualsiasi accordo di pace, e quanto la finestra di opportunità per raggiungerlo rischi di restringersi con l'avvicinarsi delle elezioni di medio termine negli Stati Uniti e l'arrivo di un nuovo, lungo inverno per il suo paese. |
|
|
|
|
07-09-2026
|
|
|