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Gli Stati Uniti: «Distrutte 5 petroliere iraniane»

A colpirle navi militari statunitensi. Prima degli attacchi, gli equipaggi sarebbero stati invitati ad abbandonare le imbarcazioni. La risposta di Teheran: bombe su basi Usa in Giordania

Il Comando centrale degli Stati Uniti ha annunciato di aver distrutto cinque petroliere iraniane, dopo che il Corpo delle Guardie della Rivoluzione Islamica aveva preso di mira per due volte, negli ultimi giorni, una nave da guerra della Marina statunitense con missili balistici. Secondo Centcom, l'unità americana è riuscita in entrambi i casi a evitare gli attacchi e ha proseguito il pattugliamento delle acque della regione, senza feriti tra i militari statunitensi.

Le cinque petroliere colpite si chiamavano Kivik, Charminar, Horizon 1, Riesco e Derya. Prima degli attacchi, gli equipaggi sarebbero stati invitati ad abbandonare le imbarcazioni. Quattro delle navi sono state colpite nel Golfo dell'Oman, mentre la quinta è stata affondata nei pressi dell'isola di Kharg.

La risposta iraniana è arrivata poche ore dopo. Le Guardie rivoluzionarie hanno annunciato di aver colpito con missili la base militare statunitense di Al-Azraq, in Giordania, circa cento chilometri a est di Amman, descrivendo l'attacco come un'operazione punitiva. Secondo l'agenzia iraniana Irna, l'attacco avrebbe danneggiato le aree destinate al dispiegamento dei caccia F-35, F-16 e F-15, oltre ai ricoveri per gli aerei da combattimento, anche se al momento non ci sono conferme indipendenti sull'entità dei danni. Un funzionario statunitense ha riferito inoltre che Teheran avrebbe utilizzato munizioni a grappolo negli attacchi contro il territorio giordano.

L'esercito giordano ha reso noto di aver intercettato diciotto dei venti missili balistici lanciati verso il proprio territorio, mentre altri due sarebbero caduti in aree disabitate. Non sono state segnalate vittime. La Giordania, alleata degli Stati Uniti e sede di forze americane, è diventata negli ultimi mesi bersaglio ricorrente di attacchi iraniani contro le sue basi militari.

Le Guardie rivoluzionarie hanno inoltre rivendicato attacchi contro dieci navi nello Stretto di Hormuz, tra cui due unità statunitensi e otto petroliere, accusate di aver attraversato le acque della regione in supporto alle operazioni americane. Lo scontro tra Washington e Teheran, che dura ormai da sette mesi, si sta quindi allargando dalle basi e dalle navi militari alle rotte petrolifere del Golfo, con il prezzo del petrolio tornato a salire fino a circa 97 dollari al barile.
09-09-2026


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