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«Se vinciamo, darò 5mila dollari a ogni americano»

Discorso show di Trump alla convention di metà mandato dei repubblicani a Dallas: due ore sul palco. Dalla promessa di un bonus economico alla guerra in Iran, fino ai dazi commerciali

Nella notte tra mercoledì e giovedì Donald Trump ha tenuto un lungo discorso alla convention di metà mandato dei repubblicani a Dallas, nell'American Airlines Center, l'arena da circa 20mila posti che ospita le partite Nba dei Dallas Mavericks. Il presidente americano è stato il vero protagonista della serata, con un intervento durato circa due ore in cui ha toccato numerosi temi, dalla promessa di un bonus economico alla guerra in Iran, fino ai dazi commerciali.

Trump ha aperto il discorso richiamando l'imminenza del voto di midterm: "In 55 giorni gli americani andranno a votare per le elezioni più importanti della nostra storia". Ha descritto la scelta di novembre come netta, criticando l'agenda dei democratici e chiedendo agli elettori di completare il lavoro iniziato dalla sua amministrazione, definendo i primi anni del suo mandato "i due anni migliori nella storia della presidenza americana". Ha poi tracciato scenari negativi in caso di sconfitta repubblicana, sostenendo che gli Stati Uniti impiegherebbero un decennio a riprendersi e che si perderebbero il controllo dei confini, i tagli fiscali, la sicurezza e la ricchezza del Paese.

Il momento più atteso del discorso è arrivato con l'annuncio di un dividendo economico per i cittadini: Trump ha promesso che, in caso di vittoria repubblicana sia alla Camera sia al Senato, distribuirà un assegno da 5.000 dollari a tutti gli adulti americani, paragonando la misura ai dividendi che le aziende versano ai propri azionisti. L'unica condizione posta dal presidente è che la somma venga spesa negli Stati Uniti.

Sul fronte della politica estera, Trump ha difeso la scelta di colpire l'Iran, sostenendo che senza l'intervento dei bombardieri B-2 Teheran sarebbe ormai in possesso dell'arma nucleare, e ha lasciato aperta la possibilità di nuovi attacchi contro un sito chiamato Pickaxe Mountain, citando presunti movimenti sospetti. Le sue parole arrivano a poche ore da indiscrezioni del Wall Street Journal secondo cui alcuni dei suoi consiglieri più stretti, tra cui il vicepresidente JD Vance e il segretario di Stato Marco Rubio, avrebbero espresso preoccupazione sulla possibilità che il conflitto con l'Iran si protragga per il resto del mandato presidenziale.

Non sono mancati i consueti riferimenti alla geografia rivista a modo suo: il presidente ha rivendicato il controllo dello Stretto di Hormuz, ribattezzandolo idealmente "Stretto di Trump", e ha rilanciato l'idea di rinominare il New Mexico in "New America", accennando scherzosamente anche a un possibile cambio di nome per gli oceani Pacifico e Atlantico.

Infine il capitolo dazi, argomento caro al presidente, che li ha definiti "la mia parola preferita in assoluto", pur ammettendo di aver rivisto pubblicamente questa classifica dopo le critiche ricevute dai media, dichiarando scherzosamente di aver fatto scendere il termine al quinto posto delle sue parole preferite per placare le polemiche. Il discorso si è chiuso tra le risate dei delegati presenti, sulle note di Ymca, brano ormai diventato una costante delle uscite pubbliche del presidente.
10-09-2026


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