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La Bce alza i tassi di interesse di un quarto di punto

Si tratta della seconda stretta monetaria del 2026 dopo quella di giugno. Il tasso sui depositi sale dal 2,25% al 2,50%, quello sulle operazioni di rifinanziamento principali passa dal 2,40% al 2,65%, mentre il tasso sui prestiti marginali arriva al 2,90%

La Banca centrale europea ha deciso di alzare i tassi di interesse di un quarto di punto percentuale, la seconda stretta monetaria del 2026 dopo quella di giugno. Il tasso sui depositi sale dal 2,25% al 2,50%, quello sulle operazioni di rifinanziamento principali passa dal 2,40% al 2,65%, mentre il tasso sui prestiti marginali arriva al 2,90%. La decisione era ampiamente attesa dai mercati: un sondaggio condotto da Reuters tra la fine di agosto e i primi giorni di settembre aveva registrato l'unanimità degli economisti interpellati nel prevedere proprio questo rialzo.

Alla base della scelta della Bce c'è la ripresa delle pressioni inflazionistiche legate al rincaro dell'energia, conseguenza delle tensioni geopolitiche in corso in Medio Oriente. I prezzi del petrolio, saliti nei mesi scorsi, hanno spinto l'inflazione nell'area euro sopra l'obiettivo del 2% fissato dall'istituto di Francoforte, riaprendo la discussione all'interno del Consiglio direttivo sulla necessità di intervenire nuovamente sul costo del denaro. Diversi analisti, tuttavia, ritengono che questo possa essere l'ultimo rialzo del ciclo attuale, giudicando improbabile un ulteriore intervento restrittivo a dicembre, vista la fragilità della crescita economica e le difficoltà sui conti pubblici di diversi Paesi dell'area euro.

L'aumento avrà un effetto diretto sulle famiglie che hanno acceso un mutuo a tasso variabile. Con l'Euribor destinato a salire in linea con la nuova stretta, la rata mensile di un mutuo tipo potrebbe aumentare di alcune decine di euro, con un aggravio complessivo che su base annua può avvicinarsi ai 600 euro per i finanziamenti di importo più consistente. Chi ha invece un mutuo a tasso fisso non subirà variazioni sulla rata già in corso, ma per chi sta per sottoscrivere un nuovo finanziamento le condizioni di mercato restano più onerose rispetto a qualche anno fa. Restano da valutare le prossime mosse della Bce, che continuerà a seguire un approccio legato all'andamento dei dati economici riunione dopo riunione, senza vincolarsi a un percorso predefinito dei tassi.
10-09-2026

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