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Legge elettorale, dal Senato no alle prefenze
La maggioranza si ricompatta in Aula, e con 68 sì e 99 voti contrari boccia il sub-emendamento del Pd per sopprimere i capolista bloccati e inserire le preferenze
Il Senato ha bocciato il sub-emendamento presentato dal Partito Democratico sulla legge elettorale. La proposta mirava a eliminare i capolista bloccati e a introdurre le preferenze pure, così da permettere agli elettori di scegliere liberamente i candidati senza vincoli di lista.
Il voto ha visto 68 sì e 99 no. La maggioranza di governo si è ricompattata e ha respinto la modifica. Dopo giorni di tensioni interne, soprattutto tra Fratelli d’Italia, favorevole in passato a un sistema di preferenze più ampio, e gli alleati di Lega e Forza Italia, contrari a cambiamenti che andassero oltre il meccanismo già concordato, i partiti di centrodestra hanno tenuto una linea unitaria.
Il testo in discussione al Senato prevede invece un sistema misto: il capolista resta bloccato e viene eletto in automatico se la lista ottiene seggi, mentre gli elettori possono esprimere preferenze solo per gli altri candidati della lista. Si tratta di una mediazione rispetto alle posizioni più radicali emerse sia in maggioranza sia all’opposizione.
Il provvedimento, noto come Stabilicum, prosegue così il suo iter senza la modifica richiesta dal Pd. L’esame continuerà nei prossimi giorni, con altri voti sugli articoli rimanenti, prima del passaggio definitivo che potrebbe richiedere un nuovo esame alla Camera se verranno introdotte ulteriori variazioni. |
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10-09-2026
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