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È morta Emma Bonino. Aveva 78 anni

In cinquant’anni di carriera politica è stata protagonista assoluta delle lotte per i diritti civili in Italia. Nel 2023 aveva annunciato la remissione completa del suo tumore

Addio a Emma Bonino, aveva 78 anni. Lo ha reso noto oggi il partito +Europa, di cui è stata fondatrice e presidente, dopo giorni di ricovero cominciati lunedì 7 settembre all'ospedale Santo Spirito di Roma per un'insufficienza respiratoria. Nelle ultime ore era stata trasferita in una clinica privata della capitale.

Nata a Bra, in provincia di Cuneo, il 9 marzo 1948, Bonino si è spenta dopo una malattia che l'aveva accompagnata per anni: nel gennaio 2015 aveva annunciato di essere affetta da un microcitoma polmonare, una forma aggressiva di tumore ai polmoni, per poi dichiararsi guarita nel 2023. Negli ultimi anni era stata più volte ricoverata per problemi respiratori, in particolare nell'ottobre 2024 e nel novembre 2025.

L'annuncio della sua morte è arrivato in una nota diffusa dai Radicali, che la ricordano come una delle protagoniste più lucide e coraggiose della storia politica italiana e del mondo libero, sottolineando come la sua vita sia stata una lotta continua contro tutto ciò che nega le libertà delle persone, dall'aborto clandestino alla fame nel mondo, fino all'autoritarismo in ogni sua forma.

Bonino si avvicinò alla politica nel 1975, quando contribuì a fondare a Milano un centro di informazione sulla sterilizzazione e sull'aborto, entrando in contatto con Marco Pannella e con il Partito Radicale. Nello stesso anno si autodenunciò per procurato aborto, un gesto che la portò alla ribalta nazionale. L'anno seguente venne eletta per la prima volta alla Camera dei deputati, restando in Parlamento per quasi cinque decenni, tra Camera, Senato e Parlamento europeo.

Il suo impegno politico si è sempre intrecciato con le grandi battaglie per i diritti civili: la legalizzazione dell'aborto e del divorzio, la lotta contro la pena di morte nel mondo, l'istituzione di una Corte penale internazionale, la lotta alle mine antiuomo e il sostegno ai diritti del popolo tibetano. Proprio il lavoro per la Corte penale internazionale, portato avanti tra gli anni Ottanta e Novanta, trovò compimento nel 1998 con l'adozione dello Statuto di Roma, di cui Bonino guidò la delegazione europea alla conferenza diplomatica.

Nel 1995 venne nominata commissaria europea, con deleghe alla politica dei consumatori, alla pesca e agli aiuti umanitari d'urgenza, un incarico che la portò a viaggiare in numerosi paesi africani colpiti da crisi e conflitti, dal Ruanda dopo il genocidio alla Somalia e al Sudan. Negli anni successivi tentò per tre volte, senza successo, la candidatura alla presidenza della Repubblica, nel 1999, nel 2006 e nel 2013.

In Italia ha ricoperto anche incarichi di governo: ministra per il Commercio internazionale e le Politiche europee nel secondo governo Prodi, a partire dal 2006, e ministra degli Esteri nel governo Letta, dal 2013 al 2014. Nel 2017 ha contribuito a fondare +Europa, il partito di cui è rimasta figura di riferimento fino agli ultimi anni, venendo eletta al Senato nel 2018 come unica rappresentante della lista.
11-09-2026

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