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Agire
Attacco agli Houthi in Yemen, no di Trump

Secondo Axios, il presidente ereditario saudita Mohammed bin Salman avrebbe contattato il presidente Usa chiedendogli supprto. Il tycoon avrebbe però rifiutato

Gli Houthi yemeniti avrebbero conquistato l'ultimo tratto di costa che ancora mancava per controllare l'intero litorale yemenita affacciato sullo stretto di Bab al-Mandeb, il passaggio marittimo che collega il Mar Rosso al Golfo di Aden. Secondo quanto riportato da Al Jazeera e ripreso da fonti dell'Afp, dopo un'offensiva durata oltre diciotto ore i miliziani sostenuti dall'Iran avrebbero preso il controllo di Dhubab e successivamente di Murad, l'ultima città costiera ancora nelle mani delle forze governative yemenite, incontrando una resistenza limitata durante l'avanzata verso sud. Questo sviluppo arriva dopo settimane di scontri nella zona: fonti locali avevano già segnalato a inizio settembre oltre cento morti negli scontri più gravi degli ultimi anni tra Houthi e forze filogovernative nella corsa al controllo dello stretto, uno dei punti più strategici per il commercio marittimo mondiale insieme a quello di Hormuz.

La possibile perdita di controllo dell'area da parte del governo yemenita riconosciuto a livello internazionale preoccupa le Nazioni Unite. L'inviato speciale dell'Onu per lo Yemen, Hans Grundberg, ha osservato che gli Houthi si sarebbero così garantiti una presenza diretta in prossimità di uno degli stretti più vitali del pianeta, sottolineando il rischio che ne derivi per la libertà di navigazione. Secondo Grundberg il tema centrale per la comunità internazionale non è più stabilire se il conflitto yemenita riprenderà, ma come affrontare una fase che si annuncia più pericolosa delle precedenti.

Sul fronte diplomatico, il sito Axios riporta che il principe ereditario saudita Mohammed bin Salman avrebbe telefonato due volte al presidente statunitense Donald Trump per chiedere un intervento militare americano contro gli Houthi. Trump avrebbe però respinto la richiesta, escludendo per il momento un'azione militare diretta, pur offrendo a Riad la disponibilità a condividere informazioni di intelligence sui movimenti dei ribelli e dati utili all'individuazione di possibili obiettivi. Questa dinamica si inserisce in un rapporto tra Washington e Riad che negli ultimi mesi ha visto ripetuti contatti telefonici tra i due leader sulle crisi regionali, dal fronte iraniano a quello yemenita.

Sul piano militare più ampio, restano intanto le preoccupazioni legate allo stato delle scorte di armamenti statunitensi, alimentate dai mesi di conflitto con l'Iran. Il New York Times ha scritto che il vicepresidente JD Vance avrebbe contattato direttamente diversi comandanti americani dislocati in Medio Oriente, Europa e Asia per avere valutazioni indipendenti sullo stato dei rifornimenti bellici e sull'andamento generale del conflitto, comprese le prospettive dello Stretto di Hormuz e la tenuta del regime iraniano sotto la pressione militare. Il quotidiano ricorda che Vance, contrario alla guerra fin dal principio e incaricato da Trump di lavorare a una via d'uscita diplomatica, avrebbe raccolto dai comandanti indicazioni su una forte riduzione degli intercettori Patriot, con uno dei teatri operativi sceso a meno di cento unità entro la primavera, e su scorte quasi esaurite di sistemi missilistici tattici e di munizioni di precisione. Queste difficoltà erano già emerse nei mesi scorsi in diversi report di stampa statunitense, che avevano parlato di stockpile ridotti a livelli critici e di rischi per la capacità di risposta americana in altri scenari internazionali, dal Pacifico all'Europa orientale.

Nonostante queste tensioni interne all'amministrazione, la Casa Bianca mantiene pubblicamente una linea di fermezza sulla scelta di aver aperto il conflitto con l'Iran. In un'intervista a Fox News, rispondendo a una domanda sul possibile impatto della guerra sulle elezioni di midterm per il Partito repubblicano, Trump ha dichiarato di non provare alcun rimpianto e di essere pronto a rifare esattamente le stesse scelte compiute finora.
11-09-2026


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