Yemen, continua l’avanzata degli Houthi
Le milizie, sostenute dall'Iran, proseguono la loro avanzata lungo la costa del Mar Rosso. Nave mercantile battente bandiera iraniana colpita nello Stretto di Hormuz
Nello Yemen la crisi umanitaria si aggrava di ora in ora, mentre le milizie Houthi, sostenute dall'Iran, proseguono la loro avanzata lungo la costa del Mar Rosso. Secondo l'Organizzazione internazionale per le migrazioni, quasi 50 mila civili sono stati costretti a fuggire nell'ultima settimana dalle province di Taiz e Al Hodeidah, dove i combattimenti tra i miliziani e le forze governative sostenute da Riad si sono intensificati dopo il crollo della tregua siglata nel 2022. Le famiglie in fuga lasciano le proprie case con pochissimi beni, spesso nel cuore della notte, sotto il fuoco dei bombardamenti e degli avanzamenti sul fronte. Un uomo di 46 anni, scappato dalla città portuale di Mocha, ha raccontato ai giornalisti dell'agenzia Afp di aver vissuto un'atmosfera apocalittica prima di lasciare l'abitato. Un altro sfollato, diretto verso la città di Aden, controllata dal governo, ha riferito che alcune famiglie sono state derubate da bande durante la fuga.
La caduta di Mocha, città nota come luogo di nascita del commercio mondiale del caffè, ha segnato una svolta nell'offensiva Houthi. In poche ore i miliziani hanno conquistato anche la città di Dhubab, spingendosi fino all'imboccatura dello stretto di Bab el Mandeb, e hanno occupato le isole Hanish e l'isola strategica di Mayyun, punto di passaggio obbligato per il traffico marittimo tra Mar Rosso e Golfo di Aden. Il portavoce militare del movimento ha rivendicato il controllo totale su sei distretti tra le province di Taiz e Hodeidah. Le Nazioni Unite hanno denunciato vittime tra i civili e attacchi che hanno colpito anche i centri di accoglienza per gli sfollati, mentre cresce il timore di un ritorno alla guerra civile su larga scala, dopo un conflitto che negli anni scorsi ha già causato circa 150 mila morti.
Parallelamente all'avanzata sul terreno, l'Arabia Saudita ha annunciato la sospensione precauzionale del flusso nell'oleodotto Est-Ovest, colpito da un attacco con droni partiti, secondo Riad, dal territorio iracheno. L'infrastruttura collega i giacimenti petroliferi orientali del regno al porto di Yanbu, sul Mar Rosso, e permette all'Arabia Saudita di esportare il greggio evitando il transito nello stretto di Hormuz, già bloccato dalla tensione con l'Iran. Con il controllo Houthi ormai esteso su gran parte dell'accesso al Mar Rosso e al Canale di Suez, le autorità irachene hanno intanto annunciato la riapertura dei valichi di frontiera con l'Iran, chiusi nei giorni scorsi sia al traffico di persone sia a quello di merci proprio in seguito agli attacchi partiti dal territorio iracheno contro obiettivi sauditi.
Sul fronte del Golfo Persico, questa mattina una nave mercantile battente bandiera iraniana è stata colpita nello Stretto di Hormuz, al largo delle isole di Hengam e Qeshm. Secondo il governatore della città di Qeshm, Amir Teymouri, l'attacco è avvenuto intorno alle cinque del mattino locali e ha causato la morte di una persona e il ferimento di altre tre. Le autorità iraniane non hanno specificato la provenienza dell'attacco. L'episodio si inserisce in un contesto di forte tensione nello stretto, dove nei giorni scorsi le Guardie della rivoluzione islamica avevano dichiarato di aver colpito navi statunitensi e petroliere, in risposta ad attacchi condotti dalle forze americane contro alcune navi cisterna iraniane. |