Ucraina sotto attacco, missili su Kramatorsk
Bombardamento anche su Kryvyj Rih. Sabato il tentativo di Zelensky: “Vediamoci a dicembre al G20 di Miami”, ma ha ricevuto un no dal Cremlino: "Venga a Mosca"
La guerra in Ucraina non si ferma e nelle ultime ore il fronte diplomatico si intreccia di nuovo con quello militare. Nella notte tra venerdì e sabato le truppe russe hanno colpito più volte Kramatorsk, nella regione di Donetsk.
Secondo le autorità locali, nella notte sono stati registrati tre attacchi contro veicoli civili nel centro città: un drone ha colpito un'auto in movimento uccidendo un uomo e ferendo una donna, mentre un altro colpo ha centrato alcune vetture parcheggiate vicino a un negozio. In totale l'attacco ha causato tre morti e quattro feriti.
Nello stesso arco di tempo Kryvyj Rih, nella regione di Dnipropetrovsk, è stata colpita da un raid contro un impianto industriale: una persona è morta e altre due sono rimaste ferite. Il ministero della Difesa russo ha rivendicato l'attacco sostenendo di aver preso di mira aziende metallurgiche a Zaporizhzhia e nella stessa Kryvyj Rih, definite come strutture che producono materiale destinato a scopi militari. Mosca ha inoltre riferito di aver colpito infrastrutture portuali e un nodo di trasporto nella regione di Odessa, utilizzato per lo stoccaggio di merci. Dal lato ucraino si segnalano invece incursioni contro le regioni russe di Rostov e Samara.
Mentre proseguono i combattimenti, si riaccende il dibattito su un possibile incontro diretto tra i due presidenti. In un'intervista all'emittente tedesca Deutsche Welle, Volodymyr Zelensky ha detto di essere pronto a partecipare al vertice del G20 in programma a Miami il 14 e 15 dicembre, a condizione che vi prenda parte anche Vladimir Putin. Il presidente ucraino ha spiegato che l'importante non sono le parole che i due si scambierebbero, ma i risultati concreti di un eventuale colloquio, sottolineando la necessità di incontrarsi per parlare e prendere decisioni. Zelensky ha colto l'occasione anche per chiedere agli alleati occidentali una fornitura consistente di sistemi Patriot per la difesa aerea, tra i cento e i centoventi missili al mese, in vista dell'inverno.
La risposta da Mosca non si è fatta attendere. Il portavoce del Cremlino, Dmitrij Peskov, ha dichiarato che se Zelensky vuole davvero vedere Putin può recarsi a Mosca, ricordando che l'invito del presidente russo era già stato formulato in passato e resta valido. Il consigliere per la politica estera del Cremlino, Jurij Ushakov, ha aggiunto che la partecipazione di Putin al summit di Miami non è stata ancora discussa e che non è nemmeno certo che la Russia sarà presente al vertice. Va ricordato che i due leader non si incontrano faccia a faccia da anni: l'unico contatto diretto risale al dicembre 2019, a Parigi, in occasione del vertice del cosiddetto Formato Normandia, ben prima dell'invasione su vasta scala iniziata nel febbraio 2022. |