Alexander Zverev trionfa agli Us Open, secondo Slam per il tedesco
In finale ha la meglio in quattro set sull'americano Ben Shelton con il punteggio di 6-3, 7-6(2), 5-7, 6-2. Continua la caccia al n.1 in classifica di Jannik Sinner
Alexander Zverev ha conquistato il suo secondo titolo Slam in carriera, imponendosi in quattro set nella finale degli US Open contro l'americano Ben Shelton, con il punteggio di 6-3, 7-6(2), 5-7, 6-2. Il tedesco ha giocato una partita di grande solidità, restando concentrato fino all'ultimo punto: lo stesso Zverev ha raccontato di essere entrato in una sorta di bolla mentale così profonda da non essersi accorto, al momento del match point decisivo, che l'incontro fosse già finito.
La finale si è giocata davanti a un pubblico dell'Arthur Ashe Stadium quasi interamente schierato per Shelton, che inseguiva un sogno enorme per il tennis statunitense: nessun uomo americano vince uno Slam dal 2003, e uno stadio pieno di tifosi sperava che quella lunga attesa potesse finalmente interrompersi a New York. Zverev è riuscito a isolarsi da quel clima e a giocare con la precisione e l'esperienza che gli mancavano in passato nei momenti più delicati.
Il match si è aperto con Zverev che ha controllato il primo set, per poi imporsi al tie-break nel secondo. Shelton ha reagito con orgoglio nel terzo set, riuscendo finalmente a strappare il servizio al tedesco dopo che questi aveva difeso senza cedere per ben sessantasei turni di battuta consecutivi, un dato che racconta bene quanto il rivale abbia dovuto faticare per trovare la prima vera occasione della partita. Ma nel quarto set Zverev ha ritrovato lucidità, aprendo con un break arrivato al termine di uno scambio lunghissimo, di ventiquattro colpi, e da lì in avanti non ha più lasciato spazio all'avversario, chiudendo con un servizio quasi perfetto.
Per Zverev si tratta del secondo titolo Slam della carriera, arrivato nello stesso anno in cui ha conquistato il primo, e lo pone nel ristretto gruppo dei tennisti tedeschi capaci di vincere più di un torneo del Grande Slam nell'era Open, insieme a nomi come Boris Becker. Il 2026 è stato per lui un anno straordinario, chiuso con un bilancio quasi perfetto nei tornei dello Slam, secondo soltanto a quello dei più forti rivali del momento. Il tedesco era arrivato a New York da testa di serie numero uno dopo il forfait per infortunio del numero uno del ranking, e in precedenza aveva raggiunto anche la finale di Wimbledon, persa contro Jannik Sinner.
Per Shelton, invece, la storia si chiude senza il lieto fine sperato. Il ventitreenne americano aveva raggiunto la finale scrivendo già pagine importanti per il tennis a stelle e strisce: è stato il primo uomo afroamericano a giocarsi un atto conclusivo degli US Open dai tempi di Arthur Ashe, nel 1972, e il primo americano in assoluto a raggiungere una finale del torneo di casa dai tempi di Andy Roddick. Sugli spalti, ad assistere al suo tentativo, c'era anche la vedova di Ashe, Jeanne Moutoussamy-Ashe. Al termine della partita Shelton ha riconosciuto senza riserve il valore dell'avversario, definendolo uno dei migliori giocatori al mondo, se non il migliore in assoluto in questa stagione. Per lui resta comunque un'annata da ricordare, coronata da un percorso a New York che lo ha portato fino in fondo, pur senza riuscire a interrompere il lungo digiuno di titoli Slam del tennis maschile statunitense. |