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Ex Ilva: protesta dell'indotto, sciopero di 24 ore

Gli operai hanno occupato la provinciale che collega Taranto a Statte, e i sindacati hanno annunciato un ulteriore blocco anche sulla statale in direzione Bari

È scattata questa mattina a Taranto la protesta dei lavoratori dell'indotto dello stabilimento ex Ilva. Al termine di un'assemblea tenuta davanti alla portineria delle imprese, i sindacati Fim, Fiom, Uilm e Usb hanno proclamato ventiquattro ore di sciopero per tutti i dipendenti delle aziende in appalto, con l'astensione dal lavoro partita alle nove di lunedì e destinata a proseguire fino alle sette di martedì mattina.

La mobilitazione non si è fermata alle assemblee ma è arrivata rapidamente sulle strade. Gli operai hanno occupato la provinciale che collega Taranto a Statte, e i sindacati hanno annunciato un ulteriore blocco anche sulla statale in direzione Bari, così da estendere la protesta alla viabilità principale attorno al siderurgico.

Alla base della protesta c'è il timore di licenziamenti collettivi che riguarderebbero circa duemilacinquecento lavoratori, legati alla chiusura dell'area a caldo dello stabilimento prevista entro la fine di ottobre per effetto di una decisione della Corte d'Appello di Milano. I sindacati sottolineano che la mobilitazione proseguirà finché non arriveranno risposte concrete e misure straordinarie a tutela di tutto il personale coinvolto.

Francesco Brigati, segretario generale della Fiom Cgil di Taranto, intervenendo al presidio ha ricordato che le richieste di un confronto con il governo, rivolte sia al Ministero delle Imprese e del Made in Italy sia a Palazzo Chigi, non hanno finora ottenuto risposte sulle questioni che riguardano i lavoratori dell'appalto. Secondo Brigati, la responsabilità della chiusura dell'area a caldo ricade su tutti i governi che si sono succeduti, e il provvedimento della Corte d'Appello di Milano avrebbe colmato un vuoto lasciato dalla politica.

Lo sciopero di oggi apre una settimana considerata decisiva per le sorti del polo siderurgico tarantino. Per martedì è infatti atteso un nuovo incontro a Palazzo Chigi tra governo e sindacati, anche se fino alla vigilia della protesta non risultava ancora arrivata una convocazione formale né alle organizzazioni sindacali né ai commissari delle amministrazioni straordinarie di Ilva e Acciaierie d'Italia. I sindacati hanno già fatto sapere che questa prima giornata di sciopero rappresenta soltanto l'inizio di una mobilitazione che potrebbe proseguire se dal governo non arriveranno interventi concreti sul piano occupazionale e industriale per lo stabilimento.
14-09-2026


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