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Von der Leyen: "Lottiamo per la nostra Europa"
Discorso sullo Stato dell’Unione della presidente della Commissione europea dove rilancia su difesa, sostegno all’Ucraina, energia pulita, riequilibrio dei rapporti con la Cina e intelligenza artificiale
Ursula von der Leyen ha pronunciato oggi il suo secondo discorso sullo Stato dell'Unione nell'ambito dell'attuale mandato della Commissione europea, davanti al Parlamento riunito in sessione plenaria a Strasburgo. L'appuntamento, fissato per le 9 del mattino, rappresenta ogni anno il momento in cui la presidente della Commissione traccia un bilancio dei dodici mesi trascorsi e indica le priorità politiche per l'anno successivo, in un discorso che di solito supera l'ora di durata e che viene seguito dagli interventi dei capigruppo dell'Eurocamera.
Il discorso di quest'anno arriva in un contesto internazionale segnato da diverse tensioni aperte contemporaneamente. La guerra in Ucraina resta al centro dell'agenda, con Kiev alle prese con un pesante disavanzo di bilancio e con il dibattito, tornato d'attualità, sull'utilizzo dei beni russi congelati per finanziare lo sforzo bellico ucraino. A questo proposito, la Commissione era stata chiamata a trovare soluzioni che tutelassero il Belgio, dove ha sede Euroclear, il principale gestore degli asset coinvolti, da possibili contenziosi legali. Come già avvenuto negli anni scorsi, von der Leyen ha voluto dare un volto umano all'impegno europeo verso l'Ucraina, portando in aula una testimonianza ucraina: quest'anno è toccato a una giovane atleta che ha perso una gamba in un attacco missilistico russo nel 2022 e che oggi torna a gareggiare nella ginnastica ritmica insieme alle atlete normodotate.
Tra i temi al centro dell'intervento figurano anche la sicurezza e la difesa comune europea, la situazione in Medio Oriente, la competitività economica e industriale del continente, la lotta al cambiamento climatico, il futuro bilancio pluriennale dell'Unione per il periodo successivo al 2027 e la gestione dei flussi migratori. Sul fronte economico, la presidente della Commissione dovrebbe insistere sulla necessità di consolidare le indicazioni contenute nei rapporti sulla competitività europea elaborati da Mario Draghi ed Enrico Letta, puntando sul rafforzamento industriale come chiave per l'autonomia del continente di fronte alla concorrenza cinese e alle tensioni commerciali internazionali. In questo quadro si inserisce anche il Fondo per la competitività, pensato per concentrare in un unico strumento le risorse destinate a innovazione, industria e sicurezza energetica.
Il capitolo climatico dovrebbe segnare, secondo diverse ricostruzioni giornalistiche, un passaggio di fase: dalla definizione degli obiettivi di riduzione delle emissioni, già fissati al 90 per cento entro il 2040, alla loro concreta attuazione, cercando di tenere sotto controllo i costi dell'energia e la tenuta del sistema industriale europeo. Sul piano sociale, von der Leyen dovrebbe presentare iniziative sull'edilizia residenziale a prezzi accessibili e annunciare l'intenzione di lavorare a una legge sui posti di lavoro di qualità, oltre a misure per contrastare il caro energia e gli effetti della siccità e del dissesto idrogeologico dopo l'estate appena trascorsa. Attesa anche una proposta per limitare l'uso dei social media da parte dei minori in tutta l'Unione, che dovrebbe riprendere le raccomandazioni di un gruppo di esperti pubblicate a luglio e confluire in un provvedimento, già annunciato dalla Commissione, chiamato EU Kids Act.
Il discorso sullo Stato dell'Unione è una tradizione relativamente recente nella storia delle istituzioni comunitarie: introdotto nel 2010 sulla base di un accordo tra Parlamento e Commissione, si ispira al discorso sullo stato dell'Unione che il presidente degli Stati Uniti pronuncia ogni anno davanti al Congresso ed è diventato con il tempo uno degli appuntamenti politici più seguiti a Bruxelles, osservato con attenzione non solo dai deputati europei ma anche da governi nazionali, imprese e organizzazioni non governative. Quello di oggi arriva a metà del secondo mandato della Commissione von der Leyen, insediatasi nel dicembre 2024, in una fase in cui il negoziato sul nuovo quadro finanziario pluriennale 2028-2034 è già entrato nel vivo all'esame di Parlamento e Consiglio, e mentre le divisioni politiche interne all'Unione, tra Stati membri e all'interno dello stesso Parlamento europeo, restano un tema di fondo che accompagna l'azione della presidente della Commissione. |
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16-09-2026
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