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Violenza sulle donne, i dati shock dell'Istat

Il 15,3% delle donne italiane, circa tre milioni di persone, dichiara di aver subìto almeno una forma di violenza fisica o sessuale prima dei 16 anni. E le mura di casa non sono sempre un luogo sicuro

Il nuovo report Istat sulla violenza contro le donne accende i riflettori su un fenomeno che comincia molto prima dell'età adulta. Secondo la terza Indagine sulla Sicurezza delle donne dai 16 ai 75 anni, condotta dall'Istat tra marzo 2025 e gennaio 2026, il 15,3% delle donne italiane, circa tre milioni di persone, dichiara di aver subìto almeno una forma di violenza fisica o sessuale prima dei 16 anni. Tra le donne straniere residenti in Italia la quota si ferma all'11,4%, oltre 244mila donne. Considerando insieme italiane e straniere, la percentuale complessiva è del 14,9%, quasi una donna su sette.

La violenza fisica riguarda percentuali simili nelle due popolazioni, il 9,2% tra le italiane e il 9,6% tra le straniere, mentre quella sessuale colpisce più spesso le italiane, l'8,2% contro il 3,4% delle straniere, che da giovani subiscono più frequentemente molestie sessuali rispetto alle straniere, come già osservato tra le donne adulte.

Il dato più significativo riguarda però chi commette questi abusi. Il 13,5% delle donne italiane e l'11,2% delle straniere ha subìto violenza fisica o sessuale da parte di almeno una persona conosciuta, inclusi familiari e parenti, mentre le quote riferite a uno sconosciuto sono molto più basse, il 2,1% e lo 0,6%. Le mura di casa, insomma, non sono sempre un luogo sicuro. Tra le persone conosciute i genitori hanno un ruolo rilevante, indicati dal 3,9% delle italiane e dal 4,3% delle straniere, in particolare il padre o il patrigno, citato dal 2,7% delle italiane e dal 3,7% delle straniere. Seguono altri familiari, amici, conoscenti di vista e altre figure come insegnanti, personale sanitario o religiosi, con percentuali più contenute.

Per quanto riguarda in particolare le violenze sessuali più gravi, come la costrizione a un rapporto sessuale, emerge un quadro diverso tra italiane e straniere. Tra le italiane che sono state costrette a un rapporto sessuale, il 29,1% indica come autore un conoscente o una persona vista solo di sfuggita, il 24,9% un amico, un amico di famiglia o un compagno di scuola, il 18,4% un altro parente. Tra le straniere il quadro cambia: il 56,7% indica uno sconosciuto e il 44,3% un conoscente, mentre il padre o il patrigno compare nel 21,7% dei casi. Le violenze sessuali commesse da donne risultano invece quasi del tutto assenti.

Anche sul fronte della violenza fisica il peso della famiglia si fa sentire, soprattutto nei casi più gravi. Tra le vittime italiane il padre o il patrigno viene indicato come autore di circa il 40% delle violenze fisiche più gravi, la madre nel 28% dei casi. Tra le donne italiane che riferiscono di aver subìto violenza fisica prima dei 16 anni, gli autori più citati sono comunque il padre o il patrigno, nel 27,3% dei casi, e un amico, un amico di famiglia o un compagno di scuola, nel 25,4%.

L'indagine Istat guarda anche a una forma di violenza meno visibile, quella psicologica, e a quella semplicemente osservata in famiglia. Il 4,3% delle italiane e il 4,6% delle straniere riferisce di aver subìto sempre o spesso umiliazioni o denigrazioni prima dei 16 anni. C'è poi chi la violenza non la subisce direttamente ma la vede dentro casa: il 10,4% delle donne ha assistito durante l'infanzia a violenze verbali o fisiche tra i genitori, mentre il 10,3% delle italiane e l'11,6% delle straniere ha assistito a umiliazioni o denigrazioni rivolte ai fratelli.

Uno degli aspetti che il rapporto sottolinea con più forza è il legame tra quanto vissuto da bambine e quanto accade da adulte. Il report conferma i risultati delle precedenti edizioni dell'indagine, realizzate nel 2006 e nel 2014, sull'esistenza di processi di trasmissione intergenerazionale della violenza, evidenziando uno stretto legame tra la violenza fisica e sessuale subita nell'infanzia e quella subita in età adulta. Crescere in un ambiente segnato dalla violenza, diretta o assistita, aumenta cioè il rischio di subirne altra più avanti nella vita, un filo che lega generazioni diverse di donne e che l'Istat considera uno dei risultati più netti della sua indagine.
16-09-2026


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