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Ospedali italiani al top secondo uno studio della rivista "Newsweek"

L'eccellenza sanitaria italiana di Bambino Gesù, Gemelli, Besta e Rizzoli riconosciuta dalla rivista tra le oltre 2.500 strutture ospedaliere in 32 Paesi prese in esame

È stata pubblicata la nuova edizione del World's Best Hospitals, la classifica internazionale realizzata ogni anno dalla rivista statunitense Newsweek insieme alla piattaforma di analisi Statista, giunta quest'anno all'ottava edizione. Lo studio prende in esame oltre 2.500 strutture ospedaliere distribuite in 32 Paesi, valutate sulla base di raccomandazioni cliniche, indicatori di qualità delle cure, esperienza dei pazienti e misure di risultato riferite direttamente da chi si è sottoposto alle cure. Da un anno a questa parte il punteggio tiene conto anche della rilevanza scientifica di ogni istituto, calcolata attraverso un indicatore bibliometrico.

Nella classifica generale il primato resta saldamente nelle mani della Mayo Clinic di Rochester, seguita dal Toronto General Hospital e dalla Cleveland Clinic, mentre il primo ospedale europeo è lo svedese Karolinska Universitetssjukhuset. L'Italia, pur restando lontana dalle posizioni di vertice, conferma una presenza solida: quattordici strutture italiane compaiono tra le prime 250 del mondo. Il migliore risultato nazionale porta la firma del Policlinico Universitario Agostino Gemelli di Roma, che si colloca al 33esimo posto assoluto, il piazzamento più alto mai raggiunto da un ospedale italiano in otto edizioni del ranking. Alle sue spalle si posiziona il Grande Ospedale Metropolitano Niguarda di Milano, 43esimo nel mondo, seguito dall'Istituto Clinico Humanitas di Rozzano al 51esimo posto e dall'Ospedale San Raffaele-Gruppo San Donato al 57esimo. Completano la presenza lombarda l'Ospedale Papa Giovanni XXIII di Bergamo, 104esimo, e il Policlinico San Matteo di Pavia, 134esimo: cinque strutture della regione tra le prime otto italiane, un dato che conferma il ruolo della Lombardia come polo di riferimento per la sanità del Paese.

Accanto alla classifica generale, Newsweek pubblica ogni anno anche il World's Best Specialized Hospitals, che valuta l'eccellenza degli ospedali per singola disciplina medica attraverso dodici graduatorie distinte, dalla cardiologia alla pediatria, dall'oncologia alla neurochirurgia. In questa edizione compaiono complessivamente 41 strutture italiane, per lo più concentrate nel Nord del Paese. È in questo contesto che emergono i riconoscimenti più significativi per alcune eccellenze specifiche del sistema sanitario nazionale. L'Ospedale Pediatrico Bambino Gesù di Roma si conferma il primo centro pediatrico d'Europa e il sesto al mondo nella graduatoria dedicata alla pediatria specialistica, risultando l'unico ospedale pediatrico del servizio sanitario nazionale a rientrare tra le prime trenta strutture del pianeta in questo ambito; nella classifica generale per la pediatria si posiziona addirittura terzo a livello mondiale. Il presidente dell'ospedale, Tiziano Onesti, ha sottolineato che si tratta di un riconoscimento che nasce dal lavoro quotidiano di tutta la comunità ospedaliera, dai medici agli infermieri, dal personale tecnico ai ricercatori e ai volontari.

Anche il Policlinico Gemelli ottiene risultati di rilievo nelle classifiche di specialità, posizionandosi al terzo posto mondiale in ginecologia. Sul fronte della neurologia, l'Istituto Neurologico Carlo Besta di Milano rientra stabilmente tra le eccellenze internazionali del settore, un ambito in cui negli anni precedenti la struttura milanese si era già distinta tra le prime dieci realtà al mondo. Per quanto riguarda l'ortopedia, tra le strutture italiane premiate figura l'Istituto Ortopedico Rizzoli di Bologna, storico punto di riferimento nazionale per la disciplina. A completare il quadro delle eccellenze specialistiche italiane si aggiungono il Centro Cardiologico Monzino di Milano, primo centro nazionale sia in cardiochirurgia sia in cardiologia, e l'Istituto Europeo di Oncologia, undicesimo al mondo nella graduatoria dedicata all'oncologia.

Un dato che emerge con chiarezza dall'analisi della classifica è però lo squilibrio territoriale: la quasi totalità delle strutture italiane presenti nei ranking internazionali si concentra tra Lombardia, Lazio ed Emilia-Romagna, mentre le regioni del Sud restano sostanzialmente assenti dalle posizioni di vertice. Un divario che continua a caratterizzare il sistema sanitario nazionale e che gli osservatori indicano come una delle sfide principali per gli anni a venire.
18-09-2026

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