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"Lo shock dell'energia peserà su famiglie e imprese"

Così il ministro dell'Economia Giancarlo Giorgetti, intervenuto ai Portofino Talks 2026, delineando le priorità del governo per la prossima manovra e soffermandosi sui rischi che arrivano dal contesto internazionale

Il ministro dell'Economia Giancarlo Giorgetti è intervenuto ai Portofino Talks 2026, delineando le priorità del governo per la prossima manovra e soffermandosi sui rischi che arrivano dal contesto internazionale. Al centro del suo intervento la conferma che l'obiettivo della legge di bilancio resta l'abbassamento delle tasse per il ceto medio, una linea che l'esecutivo porta avanti da anni e che il ministro ha definito la stella polare della politica fiscale del governo. Giorgetti ha precisato che non si tratta di un taglio generico, ma di una misura pensata per premiare il lavoro, sostenere le famiglie e dare respiro alle imprese, così da permettere loro di investire, assumere e restare competitive. Pur senza fornire cifre o una tempistica precisa, il ministro ha ribadito che la volontà politica c'è, anche se lo spazio di manovra resta stretto vista la necessità di tenere i conti pubblici in ordine.

Buona parte del suo intervento è stata dedicata ai rischi geopolitici che pesano sull'economia europea. Giorgetti ha raccontato di aver sollevato la questione durante l'ultimo Eurogruppo, sottolineando come la spinta dell'Unione europea su trasformazione digitale e intelligenza artificiale, necessaria per colmare il divario di competitività con Stati Uniti e Cina, rischi di essere frenata dalle conseguenze immediate dei conflitti in Ucraina e in Medio Oriente. Il rincaro dei carburanti, ha avvertito, si sta già facendo sentire e nelle prossime settimane si tradurrà inevitabilmente in bollette più alte per famiglie e imprese. Per questo, ha aggiunto, i governi non possono restare a guardare ma hanno la responsabilità di attutire il colpo per chi è meno in grado di sostenerlo, evitando che una crisi energetica si trasformi in una crisi sociale più ampia.

Su questo fronte l'Italia ha già presentato una richiesta concreta a Bruxelles: la possibilità di escludere dal calcolo del deficit alcune spese legate all'energia, fino a un massimo dello 0,6% del Pil nei prossimi due anni, sfruttando la clausola di flessibilità del Patto di stabilità. Secondo Giorgetti la logica è semplice, un paese colpito da uno shock esterno come l'impennata dei prezzi energetici non dovrebbe essere costretto a scegliere tra tutelare i cittadini e rispettare le regole di bilancio. Il ministro si è detto cautamente ottimista sul fatto che la Commissione accolga la richiesta, sottolineando la necessità di applicare le regole con maggiore pragmatismo in circostanze eccezionali.

Giorgetti ha poi criticato l'efficacia dei rialzi dei tassi d'interesse decisi da Bce e Federal Reserve, sostenendo che l'attuale inflazione non nasce da una domanda eccessiva ma da uno shock dal lato dell'offerta, legato alle guerre in corso. In questo scenario, ha spiegato, alzare i tassi serve a poco per contenere i prezzi, mentre rende molto più costosa la gestione del debito pubblico, un problema non da poco per un paese come l'Italia. Infine, sulla procedura per deficit eccessivo, il ministro ha spiegato che l'uscita dell'Italia dipenderà dai dati Istat, che il governo si limiterà a prendere atto dei numeri ufficiali senza alcuna pressione sull'istituto, che opera in piena autonomia.
18-09-2026


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