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L'Istat conferma: il deficit resta al 3,1% del Pil
Il valore rappresenta comunque un miglioramento rispetto al 3,4% registrato nel 2024, ma resta sopra la soglia del 3% fissata dal Patto di stabilità europeo. Resta dunque aperta la procedura di infrazione per disavanzo eccessivo
L'Istat ha confermato oggi che il deficit italiano nel 2025 si è fermato al 3,1% del Pil, lo stesso dato già anticipato lo scorso marzo e poi ribadito ad aprile. Il valore rappresenta comunque un miglioramento rispetto al 3,4% registrato nel 2024, ma resta sopra la soglia del 3% fissata dal Patto di stabilità europeo, quella che avrebbe permesso all'Italia di lasciare con un anno di anticipo la procedura di infrazione per disavanzo eccessivo aperta nel 2024.
Il numero definitivo, secondo quanto ricostruito da diverse fonti economiche, si attesta più precisamente al 3,07%, arrotondato per eccesso al 3,1% secondo le convenzioni statistiche. La differenza rispetto alla soglia del 3% equivale a circa un miliardo e mezzo di euro: una cifra piccola in termini assoluti, ma sufficiente a far sfumare l'obiettivo su cui il governo aveva lavorato per mesi.
Il ministro dell'Economia Giancarlo Giorgetti aveva più volte espresso la speranza che la revisione autunnale dei conti pubblici potesse portare una sorpresa positiva, arrivando a dichiararsi, nei giorni scorsi, "non fiducioso, ma speranzoso". Negli ultimi mesi il ministero dell'Economia aveva lavorato soprattutto sulle voci legate al Superbonus e ai crediti d'imposta alle imprese, nel tentativo di limare il disavanzo sotto la soglia critica. Lo sforzo non è bastato a cambiare l'esito finale.
Anche il commissario europeo all'Economia, Valdis Dombrovskis, aveva indicato nei giorni scorsi che un deficit sotto il 3% avrebbe reso possibile l'uscita anticipata dalla procedura già nel 2026. Con la conferma del 3,1%, questa possibilità è ora esclusa: l'Italia dovrà attendere la valutazione dei dati relativi al 2026 per poter chiudere la procedura, un passaggio che secondo le previsioni più diffuse potrebbe arrivare non prima del 2027.
Il percorso formale prevede ora la trasmissione dei dati a Eurostat, l'ufficio statistico dell'Unione europea, che dovrà certificarli entro circa un mese. Solo dopo questo passaggio la Commissione europea potrà esprimersi sulla posizione dell'Italia, mentre la decisione definitiva spetterà ai ministri economici dei Ventisette. L'Italia non è comunque l'unico paese sotto osservazione: la procedura per disavanzo eccessivo riguarda complessivamente altri nove Stati membri.
Il dato sul deficit arriva in un momento delicato per il governo, alle prese con la definizione della prossima legge di bilancio, l'ultima della legislatura. Diversi osservatori avevano sottolineato come l'esito della revisione Istat avrebbe potuto condizionare il margine di manovra a disposizione dell'esecutivo per le misure da inserire nella manovra 2027. Restando sopra la soglia del 3%, l'Italia continuerà a essere sottoposta alla sorveglianza rafforzata di Bruxelles, che comporta l'obbligo di presentare piani di rientro dettagliati sui conti pubblici. |
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22-09-2026
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