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Pezeshkian alle Nazioni Unite: "L'Iran è vittima del terrorismo"

Affondo del presidente iraniano al Palazzo di Vetro. E mostra le foto dei bambini uccisi dalle bombe Usa nei raid. La delegazione americana abbandona l'aula per protesta

All'Assemblea generale delle Nazioni Unite, a New York, il presidente iraniano Masoud Pezeshkian ha preso la parola per sostenere che l'Iran è vittima del terrorismo. L'intervento è arrivato nella seconda giornata del dibattito generale dell'81esima sessione, insieme ai discorsi del presidente ucraino Volodymyr Zelensky e del presidente siriano Ahmed al-Sharaa.

Pezeshkian è il più alto rappresentante iraniano a essere arrivato negli Stati Uniti da quando è iniziato il conflitto in Medio Oriente, scatenato dagli attacchi americani e israeliani contro l'Iran lo scorso 28 febbraio. Prima di partire aveva detto che Teheran avrebbe difeso con fermezza le proprie posizioni nelle sedi internazionali e che avrebbe illustrato alla comunità internazionale la difficile situazione del Paese. Il ministro degli Esteri Abbas Araghchi aveva parlato dell'Assemblea come occasione per denunciare le sofferenze subite dagli iraniani e per ricordare le vittime dell'offensiva, tra cui la guida suprema Ali Khamenei, morto nelle prime fasi del conflitto.

La presenza della delegazione iraniana a New York è stata autorizzata solo in parte da Washington, che ha imposto restrizioni simili a quelle dello scorso anno, come ha comunicato il Dipartimento di Stato. Il clima è teso anche per le parole pronunciate ieri dal presidente americano Donald Trump, che ha dedicato gran parte del suo intervento all'Iran. Trump ha accusato Teheran di aver violato la tregua e ha minacciato il Paese, dicendo di ritenere possibile un accordo dopo le elezioni di metà mandato. In serata lo Stato maggiore delle forze armate iraniane ha replicato avvertendo che il Paese è pronto a infliggere colpi "ancora più duri" agli aggressori.

Sul fronte diplomatico, l'Iran ha fatto sapere agli Stati Uniti, tramite un mediatore del Qatar a New York, le proprie condizioni: la fine della guerra su tutti i fronti e la cessazione di quelli che Teheran definisce atti di aggressione americani. Lo ha riferito il portavoce del ministero degli Esteri Esmail Baghaei. Giovedì all'Assemblea parleranno il premier israeliano Benjamin Netanyahu e il presidente palestinese Mahmoud Abbas, quest'ultimo in collegamento video dopo il rifiuto del visto da parte degli Stati Uniti.
23-09-2026

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