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Scuola, ecco il decreto con tetto a stranieri nelle classi prime
Tetto del 30% agli stranieri nelle prime classi e burqa vietato. Valditara: "Sanzioni fino a 1.000 euro se i genitori non imparano l'italiano". Meloni: "Una scuola che integra senza rinunciare alle regole"
Il governo dà via libera in Consiglio dei ministri al decreto legge sulla scuola. Un decreto legge e non un disegno di legge, ha spiegato il ministro dell'Istruzione Giuseppe Valditara, perché serve intervenire già da quest'anno: il testo entrerà quindi in vigore subito, senza passare dal Parlamento. Il pacchetto era stato annunciato domenica scorsa dalla premier Giorgia Meloni dal palco di Fenix, l'evento dei giovani di Fratelli d'Italia.
Il punto più discusso è il limite del 30 per cento di studenti stranieri nelle classi prime. Secondo la bozza, nella scuola primaria il tetto riguarda gli alunni senza cittadinanza italiana che non sono nati in Italia o che non hanno frequentato almeno due anni di scuola dell'infanzia. Lo stesso limite vale poi per le medie e le superiori. Valditara ha insistito sul fatto che il criterio è puramente linguistico, e le prime ricostruzioni parlano di una norma pensata per gli alunni che non conoscono abbastanza bene l'italiano. Gli uffici scolastici territoriali dovranno coordinare i dirigenti per distribuire gli alunni in modo equilibrato ed evitare le cosiddette classi ghetto. Dove il limite non potrà essere rispettato, è prevista una deroga accompagnata da un rafforzamento dell'insegnamento dell'italiano. Sui tempi di applicazione le fonti non sono concordi: il ministro parla di misure operative già in questo anno scolastico, mentre alcune ricostruzioni della bozza indicano l'anno 2027/2028 per il tetto.
L'altra misura che fa più rumore riguarda il volto coperto. La bozza vieta di partecipare alle attività scolastiche, curriculari ed extracurriculari, con il volto coperto o in modo da non consentirne il riconoscimento, salvo specifiche ragioni sanitarie o di sicurezza. Per chi viola il divieto è prevista una sanzione amministrativa da 200 a 1.000 euro, che se l'infrazione è commessa da un minore ricade sul genitore. Il divieto riguarda in pratica burqa e niqab.
Il testo arriva dopo giorni di confronto tra Palazzo Chigi e il Quirinale. Il presidente Sergio Mattarella, parlando ad Amatrice, aveva messo in guardia dalle classi ghetto e chiesto una scuola aperta a tutti, e fino a stamattina i tecnici del Colle e quelli del ministero hanno lavorato per limare i dettagli. Valditara ha assicurato che non c'è alcuno scontro con il Quirinale. Le opposizioni, intanto, hanno definito il provvedimento propaganda. |
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24-09-2026
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